Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universaleIMPEDIAMOLO ! Con un decreto del 10 settembre scorso il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile,il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati. Oltre 400.000 cittadini hanno sottoscritto una legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, che riconosce il diritto all’acqua ma la proposta giace da due anni nei cassetti delle commissioni parlamentari. Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge. Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita Si tratta di un provvedimento inaccettabile! Pertanto, noi firmatari del presente Appello chiediamo: - A tutti i Parlamentari il ritiro delle nuove norme che privatizzano l'acqua e di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali. - Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico. - Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione. - Agli Eletti nei Consigli Comunali di prendere posizione contro l’Art.15 del D.L 135/09 e di assumere l’impegno ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica. - Ai Cittadini di protestare contro questo Decreto del Governo facendo pressioni sui parlamentari e raccogliendo adesioni a sostegno del presente impegno. Il presente Appello con le firme raccolte sarà inviato anche al Presidente della Repubblica e ai Presidenti delle due Camere L’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni. Il servizio idrico deve essere gestito da enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori. Salvare l’acqua è una questione di democrazia
Ottobre 2009 – Appello a cura Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua
FIRMATE LA PETIZIONE ON LINE (basta cliccare sul logo in alto a sinistra per essere reindirizzati...) http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133
“Finalmente la minoranza del partito ha avuto un sussulto di dignità e si è presentata ai siciliani. La spasmodica rincorsa alle poltrone non era bastata a soddisfarla con la nomina degli assessori regionali, appena cinque, e di decine di sottogoverni. Se questa è la politica al servizio dei siciliani, noi non solo ci tiriamo fuori ma cominceremo con serenità a costruire un partito libero e senza uomini che dell’arroganza hanno fatto la propria linea di condotta quotidiana. Oltre cinquanta parlamentari nazionali, diciannove parlamentari regionali, quattro presidenti di provincia più di cento sindaci e centinaia di consiglieri negli enti locali oltre alla società civile, che è quella che maggiormente conta, faranno certamente a meno di …quattro amici al bar che, nel giro di qualche mese, hanno affondato la Sicilia: perdita di fondi europei, agricoltura in ginocchio, formazione senza copertura finanziaria, sanità allo sfascio, rifiuti quasi come in Campania… La differenziazione tra il partito vero del Pdl e i quattro amici al bar sarà da oggi più netta. I coordinatori nazionali e regionali del Partito non si facciano più intimorire da azioni che lasciano il tempo che trovano in quanto i siciliani veri hanno già capito di cosa si tratta”.
Dove sono finiti gli ipercritici di quello che succede nel PD? Quegli acuti osservatori che discettano sempre e comunque su tutto quello che succede nel campo del Centrosinistra? Siamo di fronte ad un fatto politico gigantesco: abbiamo due PDL in Sicilia e nessuno ha niente da dire? Questi qui se ne dicono di cotte e di crude, sono in disaccordo su tutto...eppure sono lì a governare il Paese e la Sicilia: che vergogna!
Come Sciacca ricorda i propri figli migliori?
Oggi anch'io oggi ho varcato questo cancello e mi sono ripetuto le stesse domande di sempre...
Ma passano gli anni, le Amministrazioni, ma non cambia nulla!
Stessi fili scoperti, calcinacci, senso di precarietà, sporcizia, disordine... ma perchèabbiamo così poco rispetto per i nostri morti? Davvero il Cimitero è la metafora di una Città che forse il rispetto l'ha perso persino per i vivi!
Nel mio "giro" del 2 Novembre inizio sempre da Saverio Friscia, poi vado da AccursioMiraglia: ma davvero meritano di stare in tombe così anonime e nascoste? Che ne è stata dell'Area Monumentale dove mettere i "Grandi di Sciacca"?
E poi che tristezza non riuscire a trovare le persone e non sapere a chi chiedere! Alcuni Compagni ed Amici cari li ho trovati ma dove saranno Felice Caracappa, Michelangelo Russo, TotòLeonte, Vincenzo Venezia e Paolo Saladino? E Giovanni Lupo?
Ma anche di tanti Parenti non riesco più a ritrovare le tombe!
Ci vorrebbe una specie di "facebook" funerario, insomma un boxinterattivo: dove uno indica nome e cognome e ti spunta la faccia ed il percorso per trovarlo!
E' fantascienza? Intanto, in attesa di cose avveniristiche, è troppo chiedere che si metta mano ad un po di mantenzione straordinaria?
Creato da Cgil Milano e Cgil Lombardia offre aggiornamenti continui sulle normative, i contratti, le retribuzioni, la contribuzione, il fisco Wikilabour, il portale del lavoro per essere sempre informati di CHIARA PAOLIN Wikilabour, il portale del lavoro per essere sempre informati
C'erano una volta i tesserini e le assemblee, i ciclostile sporchi d'inchiostro e le tute blu riunite a fine turno per leggere Gazzette ufficiali e documenti da firmare. Oggi invece il sindacato parla la lingua del web e organizza soprattutto on line le sue adunate: i lavoratori, specie i più giovani e atipici, hanno un gran bisogno di capire direttamente dal pc di casa come muoversi nell'impervia giungla del lavoro contemporaneo. E anche agli addetti ai lavori non dispiace avere un centro di aggiornamento permanente.
Per questo è nato Wikilabour, il portale che Cgil Milano e Cgil Lombardia mettono a disposizione di tutti coloro che vogliano restare aggiornati sui cambiamenti del sistema giuslavoristico italiano. Come dire, tutto ciò che non avete mai osato chiedere sul lavoro: diritti e doveri, tipologie contrattuali, retribuzioni e contribuzioni, questioni fiscali, pareri tecnici e consulenze legali. Presentato ufficialmente ieri a Milano, ha già cominciato a ricevere le visite di migliaia di utenti.
Mauro Zanoni, responsabile della rete servizi per la Cgil milanese, ammette che in realtà lo strumento è necessario anche e soprattutto per gli esperti del settore: "Anche chi fa di mestiere il sindacalista, il consulente del lavoro o l'avvocato, ha seri problemi nel restare informato su tutto. Ma può offrire continui spunti di aggiornamento sulle specifiche tematiche che di volta in volta si trova ad affrontare nella sua attività. Per questo abbiamo scelto di costruire un portale in stile Wikipedia, declinandolo in Wikilabour: tutti i contributi interessanti e qualificati verranno integrati, così da mettere in rete il massimo della competenza, a disposizione di tutti".
Tra i soci fondatori - e finanziatori - oltre al sindacato ci sono quattro avvocati, ma altri organi assicurano il costante aggiornamento dei contenuti: il Comitato dei Garanti (cui partecipano docenti universitari ed esperti di diritto) e un vasto parterre di collaboratori che a vario titolo consentono di mantenere fresca e ben ramificata l'informazione. Un work in progress, insomma, un sapere condiviso che farà sentire meno solo chi si aggira faticosamente nei meandri della precarietà, e nei suoi risvolti tecnico-burocratici.
L'idea è di ampliare al contesto europeo lo scambio d'informazioni. Spiega Lorenzo Bonzi, Cgil Lombardia: "Abbiamo presentato all'Ue un progetto per realizzare una rete di portali dedicati al lavoro nei diversi Paesi della Comunità. Siamo già in contatto con i colleghi di Francia, Spagna, Romania e Bulgaria. Ogni sito avrà una versione inglese, così da favorire la circolazione delle informazioni tra lavoratori di Paesi diversi, ma legati in modo sempre più stretto dalle stesse dinamiche e da fenomeni globali. Certo armonizzare il diritto e le politiche sindacali è un'altra cosa, ma iniziare dalla consapevolezza è già un primo passo importante".
E gli utenti di Wikilabour, in concreto, che possono fare già da ora? Innanzitutto crearsi un profilo individuale, che consenta di diventare perfettamente interattivi rispetto a tutti i contenuti, ponendo domande specifiche e offrendo eventuali contributi personali. Per chi però vuole toccare coi tasti la credibilità del portale prima di affiliarsi, c'è la democratica opzione di accedere alla funzione ricerca dati sugli argomenti più vari. Il motore procede sfruttando le macroaree raccolte nell'indice per categorie, oppure inserendo un semplice vocabolo nell'apposito form posto in bella vista sulla home page del sito.
Basta dunque digitare una parola d'ordine come 'allattamento' o 'permesso' per vedere subito apparire una scheda sintetica del tema richiesto, il richiamo alle leggi inerenti con dovuti distinguo tra contratti da dipendenti o lavoro autonomo, tra rapporti a tempo determinato o sine die. Non mancano i casi problematici già individuati (e magari risolti), come pure i richiami a eventuali sentenze emesse in materia.
Certo il computer resta un mezzo freddino, apparentemente insensibile di fronte alle difficoltà della vita. Eppure, solo per un attimo, persino l'ex operaio di reparto si commuoverà davanti alla voce 'vestiario', là dove si dice che in caso sia obbligatorio indossare un particolare abbigliamento, sarà diritto del lavoratore godere del cosiddetto 'tempo tuta', un rapido - ma retribuito - spazio durante il quale effettuare il cambio d'abito. La tuta, anche on line, ha il suo posto fisso.
Riscontro positivo al primo dei “percorsi di sviluppo economico” a Licata (da www.agrigentoflash.it)
Ha avuto una nutrita e qualificata partecipazione il primo dei tre incontri sui “percorsi di sviluppo economico” della città di Licata. si sono sviluppati grazie agli interventi di Giuseppe Patti e Mario Rizzo i temi concernenti il marketing territoriale e la cultura dell’accoglienza, con la presenza di molti operatori turistici locali. Al centro del dibattito, coordinato da alfredo quignones e introdotto da giuseppe fragapani- le problematiche e le opportunità turistiche del territorio licatese. Al termine degli interventi programmati si è aperto un lungo ed interessante dibattito, con il quale si sono offerte alcune proposte concrete. É emersa infatti la ferma convinzione di tutti i partecipanti che una reale e decisa crescita economica per la comunità licatese può definirsi solo attraverso lo sviluppo del settore turistico. Sono però emerse, oltre ai tanti punti di forza che possono proiettare a pieno titolo la città di licata tra le mete turistiche siciliane, anche i tanti punti di debolezza che continuano ad impedire un reale salto di qualità. Mancano infatti, è stata l’opinione condivisa, le precondizioni essenziali per definire realmente licata una città turistica: il decoro urbano, prima di ogni cosa, concetto che passa necessariamente attraverso la pulizia dei corsi e delle strade, in particolare modo del centro storico; il senso civico di ogni singolo cittadino; una cultura dell’accoglienza da parte dei soggetti pubblici e privati; la garanzia di servizi essenziali finalmente affidabili. Ha accomunato gli interventi dei partecipanti la necessità di trovare un coordinamento di tutti gli operatori del settore turistico, mediante il quale si deve lavorare al fine di sviluppare un marchio turistico e accrescere la cultura dell’accoglienza. Alla fine dei lavori, gli intervenuti hanno convenuto di esprimere una pubblica sollecitazione all’amministrazione comunale, con il sindaco e l’ assessore al turismo in testa, affinchè, da una parte, dia reale affermazione ai diritti di ogni cittadino, in termini di servizi basilari: pulizia, decoro e acqua sopra ogni cosa; dall’altra decida se, ferme restando le azioni tese a consolidare i settori storici dell’economia licatese, come l’agricoltura, la pesca e l’artigianato, intenda puntare in modo deciso e concreto sul turismo quale risorsa per il futuro della nostra comunità, e come intenda farlo. Necessaria a tal fine risulta la convocazione della consulta del turismo. Gli operatori turistici presenti, inoltre, hanno determinato di riaggiornare i lavori al 19 novembre, alle ore 18:30 presso la sede di azione libera, al fine di elaborare un’idea di aggregazione di tutti i licatesi impegnati nello sviluppo turistico della città. Per i componenti di azione libera, si tratta di un buon segnale che è riuscito a rispondere all’obiettivo che ci si era posti al momento dell’ organizzazione dell’iniziativa.
PER IL SEGRETARIO NAZIONALE La mozione Bersani ha ottenuto 1229 voti(67.35%) la Mozione Franceschini 448(24.55%) la mozione Marino 148. (8.10%) Per quanto riguarda il voto per l’elezione del segretario regionale: Beppe Lumia (738 voti)(40.95%) Bernardo Mattarella (607) (33.68%) Giuseppe Lupo (457) (25.37%)
Giova ricordare che a sostegno di Franceschini c'era una Lista che fa riferimento a Rita Borsellino che ha conseguito 103 voti sui 448 complessivi e che per le Regionali, analogamente, la stessa lista ha preso 196 voti.
Se qualche riflessione ogni tanto, calmasse deliri di potenza...
GiuseppeMontalbano è stato nominato VICEPRESIDENTE NAZIONALE della CNA! Credo che sia la prima volta di un saccense ai massimi vertici di una Confederazione Nazionale. GiuseppeMontalbano è stato ai vertici nazionali dello SNO (Sindacato Nazionale Odontotecnici) e Presidente Regionale della CNA... Credo che sia uno di quei fatti che va segnalato e sottolineato positivamente ed io, assai modestamente, ritengo giusto farlo. Con Giuseppe, ci conosciamo da una vita e, con alterne vicende, non abbiamo mai smesso di stimarci e volerci bene! Auguroni Pepè!
Domenica 25 (dalle 7 alle 20 alle Terme) anche a Sciacca si potrà scegliere il Segretario Nazionale e Regionale del PD. Vieni anche tu a dare a questo Partito una leadership seria, capace di costruire una reale alternativa al centrodestra e ridare speranza alla Sicilia e all'Italia.
Questo è il ricordo di Angela, un'amica di Paolo Saladino che ci ha lasciati il 23 Ottore 2008.
Come sarebbe bello se organizzassimo un momento nel quale "coloro che hanno conosciuto ed amato" Paolo si incontrassero e scoprissero di avere anche altre cose in comune.
Il ricordo di un amico scomparso, ancor più se prematuramente, porta qualche volta a scrivere frasi retoriche o scontate, che rischiano di connotarsi di una esaltazione spesso di maniera. Penso non sia questo il caso di Paolo, l’amico che ha lasciato la sua Nicoletta e tutti noi che gli volevamo bene un anno fa, anche se non è facile racchiudere la vita di una persona soltanto in poche parole che non possono il più delle volte descrivere le emozioni profonde di chi l’ha conosciuto. E rimane in ogni caso l’incredulo stupore di essere costretti ad accettare una realtà – quella della morte di un amico – che rappresenta un pesante macigno sul cuore e sul pensiero.
Dirò subito che Paolo Saladino ha trasmesso a tutti coloro che lo hanno conosciuto un ricordo, affettuoso e profondamente positivo, di persona disponibile, di uomo sensibile e generoso, disinteressato e leale, sincero e coerente. E, ciò che più conta, io credo, è stato l’impegno, anche politico, che Paolo ha sempre mostrato nella visione di un percorso esistenziale che non fosse destinato a perseguire obiettivi egoistici o settoriali.
Paolo ha dimostrato che una vita può e deve essere ispirata a valori che tengano sempre presente che nessuno di noi è un viaggiatore solitario, ma che i propri sogni, i propri obiettivi, le proprie speranze, i propri successi e anche le proprie delusioni vanno messe in comune con altri, in particolare con tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino. E che hanno anche l’impareggiabile capacità di ascoltare, così com’era dote naturale di Paolo.
Soltanto la condivisione penso possa rappresentare per ciascuno di noi un aiuto a vivere dignitosamente i propri giorni.
Paolo ha saputo mettere in atto, coinvolgendo chi gli era amico, alcuni concetti irrinunciabili. Quelli che, anche in sua memoria, dobbiamo continuare a fare nostri come un bene prezioso, in un mondo sempre più lacerato da conflitti e da inaccettabili poteri: lottare contro il fascismo e per le libertà democratiche, per la difesa del lavoro, per i diritti dei più deboli. Lui, questi concetti non li ha teorizzati, li ha vissuti realmente, in prima persona e con grande rigore. E ha saputo efficacemente trasmetterli. Questo è stato il suo esempio, questa la sua lezione, questa la sua eredità.
Ho conosciuto Paolo alla fine degli anni Settanta: insieme ad alcuni allievi e insegnanti del Conservatorio musicale Giuseppe Verdi di Milano condusse una lotta per aprire le aule di quella istituzione in orari serali a comuni cittadini, amanti della musica, che non avevano tuttavia potuto studiarla per motivi legati al loro status socio-economico.
Le adesioni furono molte, le aule furono materialmente occupate, le lezioni ebbero luogo. Alla fine, i dirigenti del Conservatorio furono costretti a scendere a patti. Quella iniziativa dunque risultò vincente, e opera ancora oggi in forma di associazione autogestita. Uno dei pochissimi casi nati dalle lotte di quegli anni che tuttora resiste e vive.
Paolo ne fu una delle anime, uno dei fondatori. Per decenni si dedicò a quei corsi serali di musica, sia da allievo sia da autorevole dirigente dell’autogestione, affrontando una situazione che presentava spigolosità e difficoltà il più delle volte non agevolmente componibili.
Se ripercorro quegli anni con la memoria, molti sono i ricordi di Paolo che si affollano nella mia mente: la sua perenne allegria sempre un po’ venata di autoironia e la sua risata contagiosa; la sua opera corretta e competente nel contribuire a organizzare e dirigere l’associazione; la sua capacità di discutere anche animatamente senza mai alzare la voce; la sua umiltà intima e mai esibita; la sua disponibilità nei confronti di tutti e in particolare di Battista Zotti, un insegnante ai corsi serali del Conservatorio, cieco, del quale Paolo divenne per diversi lustri imprescindibile riferimento e guida; la riconosciuta professionalità nel suo lavoro alla SIP-Telecom ribadita dalla grande stima di colleghi e collaboratori; il suo amore per la sua terra di origine, Sciacca e la Sicilia.
Avevo promesso a Paolo, oltre un anno fa quando vi era stato qualche segnale di miglioramento – poi contraddetto nei fatti – delle sue condizioni di salute, di dedicare un sito internet alla sua Sciacca. Avevo raccolto libri e molto altro materiale, poi rimasto inutilizzato nel mio archivio al momento della sua scomparsa. Sono rimasta dunque imperdonabilmente in debito nei suoi confronti: ora progetterò quel sito e lo dedicherò alla sua memoria.
Rimangono memorabili le cene a casa sua, a Milano, che Paolo, anche eccellente cuoco, offriva agli amici: mi regalò tra l’altro due libri sulla cucina siciliana che conserverò sempre, anche a testimonianza di una cultura altissima di cui Paolo era testimone e divulgatore attivo. Altrettanto indimenticabili erano i momenti in cui, usciti dal Conservatorio dopo le lezioni serali, nella piazza antistante si improvvisavano concertini cantando brani da opere… con grande gioia degli abitanti dei palazzi vicini. Poi, si raggiungeva un luogo dove stare ancora in allegra compagnia a mangiare un boccone – poiché a scuola si era arrivati digiuni… – e a continuare interminabili e proficue discussioni.
“Penso che nessun'altra cosa conforti tanto quanto il ricordo di un amico, la gioia della sua confidenza o l'immenso sollievo di esserti tu confidato a lui con assoluta tranquillità, appunto perché amico. Conforta il desiderio di rivederlo se lontano, di evocarlo per sentirlo vicino, quasi per udire la sua voce e continuare colloqui mai finiti”, ha detto David Maria Turoldo.
E Jorge Luis Borges ha scritto che “Si muore veramente quando anche l’ultima persona che ci ha amato chiude gli occhi per sempre…”. Penso, caro Paolo, che tu vivrai nel nostro pensiero e nei nostri cuori ancora a lungo, più di quanto ciascuno di noi possa immaginare… Vivrai ancora molto tempo, almeno finché almeno uno tra noi – o tra quelli che verranno – sarà in grado di mantenere e di tramandare la tua memoria, quella della tua personalità, delle tue idee, delle tue azioni. Sta a noi, infatti, continuare il tuo percorso cercando di raggiungere quegli obiettivi che ci avevi indicato, raccogliendo i suggerimenti e gli insegnamenti che tanto generosamente hai profuso nelle nostre menti e nei nostri cuori.
Grazie Paolo, grazie caro amico. Grazie per tutto ciò che hai fatto, e anche per quanto continui a fare attraverso la vitalità che è alimentata in noi anche dal tuo ricordo.
L’Idv e la coerenza di don Chisciotte. Botta risposta tra l’on. Ignazio Messina e Paolo Flores d’Arcais
Egregio Direttore, in merito alle notizie apparse sull’ultimo numero della Sua rivista, riguardanti il mio percorso politico, considerato che quanto riportato, peraltro senza consultarmi per eventuali spiegazioni o verifiche, distorce palesemente la mia storia, ritengo opportuno rappresentarLe quanto segue. Ho quarantacinque anni e faccio l’avvocato, civilista, con mio studio a Palermo, condiviso con mio padre ed altri otto collaboratori. La mia è una famiglia di giuristi, magistrati da sette generazioni e docenti universitari, peraltro colpita duramente dalla mafia, quando nel 1977 venne sequestrato e rilasciato dopo 49 giorni, mio zio, Nicola Campisi, docente di criminologia all’Università di Palermo, dopo il pagamento da parte del nonno, di un ingente riscatto (allora, purtroppo, non era in vigore la legge sul blocco dei patrimoni dei sequestrati). Dopo la laurea con lode, già procuratore legale e pur svolgendo la libera professione, nel 1988, a 24 anni, ho iniziato ad occuparmi di politica fondando un gruppo giovanile, denominato gruppo Daniele, di ispirazione cattolico democratica, vicino alle posizioni dell’on. Leoluca Orlando, allora sindaco di Palermo, che stava iniziando la battaglia di rinnovamento del sistema politico in Sicilia ed in Italia. Ho frequentato il corso di formazione politica al Centro Arrupe di Palermo, guidato dai Padri Sorge e Pintacuda. Nel 1991 sono stato candidato alle elezioni regionali in Sicilia con la lista del Movimento per la democrazia La Rete, di cui sono tra i fondatori. Ritenendo un dovere primario impegnarsi in politica e che le istituzioni andassero cambiate dall’interno, sempre con La Rete, sono stato candidato nel 1993 a sindaco di Sciacca, comune di circa 45 mila abitanti, in provincia di Agrigento, da cui la mia famiglia ha avuto origine. Si votava per la prima volta con l’elezione diretta, correvo da solo contro tutti, nella città del ministro Mannino (ben noto) e del sen. Michelangelo Russo, partito comunista, prototipo dell’attuale sen. Mirello Crisafulli. Mi trovai contro tutto il sistema affaristico, politico mafioso che imperversava in provincia di Agrigento, fu fatta terra bruciata attorno a me e nonostante non fossi riuscito a completare la lista (i cittadini volevano cambiare ma avevano paura di uscire allo scoperto), sono stato eletto al ballottaggio con il 65% dei consensi (18.000 voti ca.) battendo il sindaco uscente, socialista (arrestato per tangenti tre mesi dopo le elezioni), sostenuto da tutte le altre forze politiche che al secondo turno si erano coalizzate contro di me per impedire il cambiamento in atto e tutelare il vigente sistema di potere. Sono stato reiletto nel 1997, con la lista Messina (la Rete non esisteva più) con la stessa percentuale e sempre solo contro tutti (Rifondazione che mi aveva sostenuto non prese neanche un consigliere). Per il mio impegno antimafia, non di facciata ma concreto, amministrando a tutela dei diritti di tutti i cittadini, di appalti regolari, contro i comitati d’affari, dal 1996 sono stato sottoposto a tutela e fino al 2001, prima con i Vigili Urbani di Sciacca e, finito il mandato di sindaco, con Carabinieri e Polizia, subendo nel corso degli anni diversi attentati (ricordo, tra l’altro, un proiettile di P38 sparato contro la mia abitazione di Palermo e la necessità di smontare la mia macchina con artificieri ed unità cinofile per un pericolo bomba). Di questo ha scritto anche Gian Antonio Stella in un suo libro, “Lo spreco”, uscito in quegli anni, dedicandomi un capitolo quale giovane sindaco, esempio, bontà sua, di buona amministrazione, di lotta alla mafia e parlando dell’affare Sitas di cui si dirà in seguito. Nel 1998 ho aderito all’Italia dei Valori di cui sono stato portavoce regionale sino al 2003. Nel 1999 venti consiglieri comunali, destra e sinistra coalizzate (solo i dieci della mia lista ovviamente fecero eccezione), mi presentarono la mozione di sfiducia perché, come incredibilmente si evince dall’atto depositato in comune, mi opponevo alla svendita della Sitas, il complesso turistico alberghiero più grande della Sicilia, ricadente nel territorio comunale, di proprietà della Regione Siciliana e che i consiglieri di opposizione volevano venisse svenduto a privati e sul quale la mafia aveva messo gli occhi (tra i pizzini trovati a Riina si parla proprio di questo affare!). L’on. Orlando venne a tenere un comizio pubblico denunziando questo fatto, i cittadini, le persone oneste occuparono l’aula consiliare, feci ricorso, contro questo provvedimento, lo vinsi, ma non ci fu nulla da fare dopo tre mesi venne riproposta la sfiducia: purtroppo la mafia aveva vinto. Per l’Italia dei Valori sono stato candidato come capolista in Sicilia occidentale, alle elezioni nazionali del 2001 e nel 2006, per esigenze del partito, ho lasciato la Sicilia per candidarmi in Veneto al senato. Nel 2004, sempre alle comunali di Sciacca ho ripresentato, dopo cinque anni di assenza dalla vita politica della città, la lista Messina, in piena sintonia con IDV, candidandomi a sindaco, ancora una volta contro tutti (anche in questa occasione Rifondazione Comunista che mi appoggiava, non è riuscita ad eleggere consiglieri). Sebbene fossi riuscito a prendere il 21% dei consensi, non riuscii ad andare al ballottaggio pur eleggendo me stesso ed altri tre consiglieri. Al secondo turno l’alternativa era tra il sostenere il candidato dei DS e dell’UDEUR rappresentato e fortemente condizionato dal sen. Nuccio Cusumano, vicesegretario nazionale del partito di Mastella (dai più ricordato per gli sputi presi in parlamento alla caduta del governo Prodi), in precedenza arrestato, mentre era sottosegretario al tesoro, per tangenti nella sanità catanese, ovvero, insieme ai socialisti dello SDI (che avevano presentato anche loro una lista civica), appoggiare un candidato di Forza Italia, consigliere comunale uscente, giovane commercialista, mai sfiorato da indagini. Rifondazione ritenne di andare con Cusumano e con alcuni consiglieri comunali di quella sinistra che a suo tempo avevano firmato la sfiducia avallando l’affare Sitas, io, convintamente, dopo avere consultato gli altri del gruppo e l’on. Di Pietro, no, considerando, come ho sempre fatto nella mia vita, l’onestà e la questione morale prioritarie rispetto ai simboli e, per questo non posso consentire che qualcuno scambi per inciucio la coerenza. L’amministrazione durata dal 2004 al 2009, si è conclusa senza che né il sindaco né nessuno degli assessori, compresi ovviamente quelli della lista Messina, fossero nemmeno sfiorati da inchieste giudiziarie. Al termine, tale esperienza che si è resa necessaria proprio per una questione etica e di coerenza nei confronti dei cittadini che l’avevano scelta, non è stata più riproposta e Italia dei Valori ha presentato a Sciacca una propria lista e un proprio candidato a Sindaco. Infine, nel 2008 sono stato eletto alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Sicilia occidentale e rivesto nel partito il ruolo di responsabile nazionale degli enti locali. Una ulteriore precisazione e per onore di verità, ritengo di fare su quanto da Voi sostenuto in merito all’uscita dell’on. Raiti, ex coordinatore regionale IDV che, contrariamente a ciò che nel Vostro articolo si lascia intendere, non è mai stato allontanato dal partito ma, al contrario, da parlamentare in carica ed in piena coscienza, convinto forse che l’IDV non avrebbe avuto un grande futuro, ha preferito passare nel PD. Esaurita la questione personale, in conclusione, Direttore mi permetta di dirle che l’inchiesta fatta dal Suo giornale è, nel suo complesso, ingenerosa e parziale, e qui parlo da responsabile degli enti locali del partito, perché ha riportato notizie ricevute da pochi soggetti (quelli citati li conosco tutti) che non hanno a cuore il partito ed hanno spesso anteposto i propri interessi personali, che sono critici per non avere ottenuto qualcosa o per non volere rinunziare a qualche incarico in più (in dispregio alla regola del no al doppio incarico che IDV si è data) al contrario di altri, che sono la maggior parte, di cui non si parla ma che hanno lavorato e lavorano ogni giorno e senza mai chiedere nulla conquistando sul campo, lealmente, il proprio spazio. Tanto sentivo di doverle rappresentare, per la dovuta rettifica, rimanendo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, anche pubblico, sulla mia storia, familiare, professionale e politica (magari potrà sembrarle poca cosa) di cui sono profondamente orgoglioso e che non consento a nessuno, perdipiù poco informato, di infangare e di mettere inopportunamente in discussione. Augurandole buon lavoro, Le porgo i più cordiali saluti. Ignazio Messina
Stimato onorevole Messina, la ringrazio per la lettera, metteremo nei prossimi giorni sul sito tutti i materiali che andiamo via via ricevendo, e l’autore dell’inchiesta risponderà ad ogni obiezione (e riconoscerà eventuali inesattezze, se ce ne sono). E altre repliche saranno le benvenute. Vorrei tuttavia farle notare che per me la chiave di tutto è in quella frase in cui lei stesso ribadisce di aver sostenuto in anni recenti una giunta comunale con sindaco del partito di Berlusconi (“insieme ai socialisti dello SDI (che avevano presentato anche loro una lista civica), appoggiare un candidato di Forza Italia“). A lei questo forse sembra la classica pagliuzza, a me sembra una trave. Capace di gettare un’ombra pesantissima anche sulla più specchiata carriera, tanto più che non vedo ombra di resipiscenza, ma anzi la reiterata difesa di quella scelta come giusta. Un cordiale saluto Paolo Flores d’Arcais
Stimato Direttore, grazie per la risposta che, mi permetterà, non posso però condividere. Le rivolgo in proposito una domanda: non potendo fare altrimenti, meglio affidare l’amministrazione locale ad una persona onesta e perbene che lotta concretamente contro la mafia e la criminalità organizzata, seppure di centro-destra, oppure ad una di sinistra collusa? Vede, per me, la scelta è chiara ed inequivocabile: preferisco l’onesto che lotta contro la mafia, al di là del suo colore politico, convinto tra l’altro, che la società civile non possa essere etichettata, talvolta anche strumentalmente. In ultima analisi, le “travi” per me non stanno nelle casacche, ma nella corruzione, collusione e disonestà dei singoli personaggi. Per completezza di informazione, a Sciacca, alle ultime amministrative l’esperienza non è stata riproposta, IdV è andata da sola con una propria lista ed un proprio candidato sindaco, ha vinto al primo turno il centro-sinistra del senatore Nuccio Cusumano, alleato con l’MPA del presidente Lombardo, col sostegno di quell’ex sindaco socialista che ho battuto alle elezioni del 1993 e a suo tempo arrestato per tangenti in materia di concessioni edilizie. Le pare che la Città di Sciacca sia finita meglio?! Le invio un cordiale saluto. Ignazio Messina
Caro onorevole Messina, la sua risposta è la più chiara conferma della distanza tra i valori che informano il suo e il mio impegno. Ma sopratutto di un atteggiamento diverso, e incompatibile, che lei ed io abbiamo di fronte alla logica. Infatti, se non ho capito male, lei è il responsabile di Idv per gli enti locali, cioè per l’applicazione della politica di Di Pietro a livello regionale, provinciale e comunale in tutta Italia. Ora, non le sarà sfuggito che le definizioni di Di Pietro sul partito e sul regime di Berlusconi oscillano tra il “parafascismo”, il “Madoff nostrano” e il paragone con “Nerone, Catilina, Hitler e Mussolini”, o addirittura con la previsione che Berlusconi “finirà come Saddam”. Di Pietro è arrivato a definire “vile” il presidente Napolitano (con ragione, secondo me) perchè ha firmato senza ahi né bai, anzi con celerità degna di miglior causa, la legge sullo scudo fiscale che fa ponti d’oro anche al riciclaggio di mafia. Di Pietro, anzi, per sottolineare questo aspetto immondo della legge, durante il voto di fiducia in parlamento si è messo in testa una coppola. Regime e partito di Berlusconi sono insomma secondo Di Pietro dei reggicoda delle mafie. Lei tuttavia sostiene la “scelta chiara e inequivocabile” di votare per un candidato sindaco del partito di Berlusconi, se personalmente perbene (il candidato sindaco, non Berlusconi, ovviamente), anziché presentarsi con una propria lista Idv (destinata alla sconfitta, come lamenta sia avvenuto a Sciacca). Tale “scelta chiara e inequivocabile”, essendo lei il responsabile nazionale enti locali, deve perciò valere su tutto il territorio nazionale: laddove i candidati del centro-sinistra siano collusi (e le mafie sono tante, e ormai anche al nord, e la collusione con il malaffare può essere egualmente grave anche in assenza di criminalità organizzata tipica), e il candidato di Berlusconi sia “perbene”, l’Italia dei valori dovrebbe appoggiare quest’ultimo, anziché presentarsi da sola con un proprio candidato. Ma appoggiando candidati “perbene” del partito di Berlusconi, sempre a Berlusconi si portano voti, cioè a un regime parafascista e paramafioso (oltre che neroniano). E poiché i comuni in Italia sono oltre 8 mila, e altrettanti i candidati sindaci (per non parlare di provincie e regioni), ed è immaginabile che quelli personalmente “perbene”, cioè che non abbiamo mai avuto condanne, siano comunque alcune migliaia, laddove il candidato del centro-sinistra sia colluso (credo che accada fin troppo spesso), l’Italia dei valori dovrebbe appoggiare il partito neroniano, anziché andare da sola. A rigor di logica, lei dovrebbe convincere l’onorevole Di Pietro a proclamare questa “scelta chiara e inequivocabile” la prossima occasione che avrà di essere presente ad “Anno zero”. Come risultato i sondaggi per l’Idv passerebbero dal 9 all’1%, ma a lei che importa? Le “travi” per lei “non stanno nelle casacche, ma nella corruzione, collusione e disonestà dei singoli personaggi”, come ha avuto la bontà di spiegarmi. Tra la padella e la brace lei preferisce che si scelga la padella, perché rifiutare entrambe sarebbe da don Chisciotte. Non le è passato per la mente che è proprio con la coerenza del don Chisciotte che l’Idv sta raddoppiando ad ogni elezione? Cordialmente Paolo Flores d’Arcais
(20 ottobre 2009)
Caro Messina, le cose le puoi raccontare in questo modo solo a chi non è di Sciacca! Fossi in Te mi vergognerei! Collegatevi al sito di "Micromega" ed inviate i Vs. Commenti...
Ma che cosa deve succedere in questa Città per smuovere qualche coscienza, per sollecitare qualche reazione? A cosa mi riferisco? Leggo incredulo che: - degli LSU salgono sul tetto per chiedere la loro stabilizzazione (che vergognosamente tarda ad arrivare!) - che i Vigili Urbani (cui va la mia massima solidarietà!) ricevono proiettili in una busta (vizio antico...). Ma non leggo di nessuna reazione, di nessuna "presa di posizione"... Eppure sono cose che non sono MAI successe in questa Città: ma che sta succedendo? Sciacca svegliati!
Quando 2 anni fà ho dato vita a questo "blog" ho pensato che doveva essere il luogo nel quale, come in un diario pubblico, potessi dire liberamente quello che mi passava per la mente... senza pormi troppi problemi su "politicallycorrect"... In questi giorni sono davvero successe tante cose che avrei voluto commentare, ma ci vuole tempo e sopratutto voglia. Ed io, devo confessare, ho sempre meno voglia e sono particolarmente depresso nel constatare come vanno le cose. Non ci riesco a far finta di niente a "futtiriminni" come mi consigliano in tanti. Ieri ho visto il "faccia a faccia" tra i 3 Candidati a Segretario del PD ed ho visto le Liste (http://www.agrigentoweb.it/media/pd_cand_naz_e_reg.pdf) e devo dire che davvero non vedo l'ora che arrivi il 26 Ottobre e che finisca questa cosa qui nella speranza che sia l'ultima volta! Nello "scontro" tra i 3 io trovo solo conferme e PierLuigi Bersani continua a sembrarmi il più concreto ed il più in grado di realizzare le cose che dice. Trovo insopportabile il continuo riferimento di Marino all'America ed al suo essere l'Uomo Nuovo contro gli altri contendenti del "secolo scorso"... mah!. L'immagine che vedete è il "tag" di Bersani di non so quale discorso (l'ho preso da Internet...) ma la centralità della questione economica e, segnatamente, di quella LAVORO mi pare indiscutibile. In questi giorni succedono fatti gravi che però scivolano via come acqua fresca: - FIM e UILM (i sindacati metalmeccanici di CISL e UIL) firmano il Contratto Nazionale senza la FIOMCGIL; - il Governo blocca le elezioni delle RSU nei posti di lavoro pubblici e nella Scuola.
- la CISL e segnatamente quella Siciliana entra " a gamba tesa" (alla faccia della AUTONOMIA!) nel dibattito interno del PD a sostegno di Lupo e Franceschini.... e potrei continuare per ore!
Poi guardo le liste per la Provincia di Agrigento e mi viene la depressione! Vedo persone che prima erano la Sinistra interna intransigente a sostegno di Lupo e Franceschini; alcuni allergici al "giustizialismo" di settori del PCI-PDS-DS sostenere Lumia; altri in un tripudio di coerenza sostenere a Roma una cosa ed in Sicilia un'altra, persone che fino ad ieri non sapevano nemmeno cosa fosse un Partito ed un Congresso candidarsi..... insomma uno schifo!
Ma, ovviamente, andrò a votare e sosterrò fino alla fine PierLuigi Bersani ed il suo candidato siciliano Mattarella verso cui davvero è difficile solo tentare di "fare le pulci" per pulizia morale ed "antimafiosità" . Nella speranza che davvero possiamo costruire un Partito Serio, fatta di persone serie e combatta saltinbanchi ed ambiziosi. Lo so è Utopia, ma non c'è alternativa e c'è davvero bisogno di un forte partito popolare e di massa che sia utile a quanti vogliono affermare un'altra idea dell'Italia.
11.10.2001 - 11.10.2009: Domenica mattina andrò a Sciacca a portare un fiore sulla tomba di Vicè.
Sono passati 8 lunghissimi anni da quando sei stato strappato all'affetto di Rosamaria, di Silvia.
Stavolta non darò appuntamenti a nessuno, nè solleciterò alcuno: ognuno è libero di ricordare, di dimenticare o di ricordare a modo suo. Per troppi anni mi sono illuso di far parte di un "gruppo": ma è tempo di mettere i piedi per terra! Io non posso farci niente, non posso dimenticarti, nè voglio farlo: sei stato, forse, il mio ultimo vero Amico, sicuramente un Amico sincero e leale. Anzi, voglio proprio ricordarTi, soffro nel non sentire mai qualcuno che mi parli di te! Per questo voglio ricordare a tutti la Tua straordinaria carica umana, la lezione, la passione civile e la coerenza: doti ormai assai rare. Ovunque tu sia, Carissimo Vicè, ti giunga un affettuoso abbraccio e questo mio commosso ricordo.
Leggo che Rocco Forte ha incontrato i vertici di Confcommercio.... Io non ho idea di quando CONFCOMMERCIO ha chiesto di incontrare S.E.... Ma, ormai, appare evidente che gli unici che non vuole proprio incontrare sono CGIL CISL UIL UGL e CISAL... Mi devo incazzare solo io?
E' da una settimana che non scrivo nulla in questo blog... non sempre riesco ad avere la serenità per farlo!
Ieri sono stato a Sciacca per due appuntamenti.
Il primo alle 17.30 nella Chiesa di S. Margherita dove si è svolto, su imput dell'Arch. P.L.G. Ferrara (non l'ex Assessore...), un tentativo serio di mettere a confronto gli autori di diverse idee progettuali sul futuro assetto urbanistico della Nostra Città.
Un tentativo pregevole e spero non vano.
Purtroppo ho potuto solo sentire una parte degli interventi previsti:
quello iniziale dell'Arch. Ferrara; quella del gruppo di A. Sinagra, U. Marsala, R.Marsala, A. Lorefice; quella del Gruppo de "L'Altra Sciacca", M.Di Giovanna; quella del Gruppo di P.G.L. Ferrara, E.Santangelo, V.Bono, S.Catanzaro, G.Prinzivalli. l'intervento dell'Arch. Franco Porto, Presidente InArch Sicilia e i Gianni Borsellino sul famoso progetto (che ho visto per la prima volta e che sembra davvero ben fatto).
Ho sentito Alberto Montalbano e i suoi racconti delle sue lunghe passeggiate a piedi... e 35 minuti del Dr. Alessi sulle "Mura di Vega" (eravamo di fronte ad un palazzo costruito su quelle mura... forse questo andava citato!).
Mi sono perso Tony Russo, il Prof. Catanzaro, Filippo Cardinale...
Non dirò nulla sulla progettazione e sulle considerazioni svolte, alcune davvero assai utili e azzeccate (la riflessione sulle aree marginali e sulla città frammentata; la riflessione sulle "nuove porte" di accesso alla Città; la riflessione sui "gioielli" trascurati...)... avrò modo di ritornarci in altri post.
La cosa a mio avviso assai deprimente è stata l'assenza degli Amministratori, delle Forze Politiche e Sociali; di quelle economiche: ma se un Amministratore non si interessa di questo, di cosa si interessa? Sciacca spesso mi delude profondamente!
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Sono dovuto scappare dal Convegno perchè ero venuto a Sciacca anche per l'Inaugurazione della Sede de L'ALTRASCIACCA.
Un'Associazione che, non mi stanchero mai di dire, è un autentico miracolo: per come è nata (sul WEB!) e per come si è fortificata in poco meno di 2 anni.
Oltre 100 iscritti, al 95% giovani motivati, sani, innamorati della propria Città, desiderosi di dare una mano per cambiarla: un'oasi di buona politica!
Un patrimonio di intelligenze che meriterebbe ben altro rilievo!
C'era (e mi ha fatto enorme piacere ) l'Assessore Vecchio, discretamente in seconda fila (alla faccia dei tanti "presenzialisti"!) una presenza importante, un segnale di attenzione.
Adesso abbiamo una bellissima sede!!! Non mi sembra vero! Auguri a tutti Noi!
Adesso possiamo crescere ancora di piu e radicarci nel territorio ancora meglio.
Insomma, l'ALTRA - SCIACCA tracciata nobilmente dagli Architetti stenta ancora ad avere orecchie ed io mi auguro che l'ALTRASCIACCA (Associazione) sappia costruire le necessarie alleanze ed il giusto Movimento per farla affermare e realizzare!
Oggi sono andato alla "Convenzione" del PD di Sciacca. All'ingresso dello stabilimento termale un cordiale, come sempre, Giovanni Tagliavia mi accoglie con l'affermazione "ecco l'ultimo dei nostalgici!". Già in passato mi aveva accolto bonariamente con affermazioni simili. Lui (e non solo Lui) si sono fatti una caricatura di me e di quello che penso e mi dipingono come l'ultimo dei comunisti, il nostalgico, l'irriducibile... Non c'è cattiveria in questo, ma davvero è una caricatura! Proprio Lui sa bene che: - non mi sono fatto scrupoli nell'avventurarmi nell'esperienza di "libera Sciacca"; - ho sostenuto Coco, ancorchè fosse candidato nell'allora "Margherita"; - che sono stato il primo a parlare di "partito democratico" (scandalizzando alcuni..) già l'indomani del convegno di Orvieto.... Eppure dopo quello che ho visto e sentito oggi credo che davvero avesse ragione Lui! Sono solo un nostalgico di un tempo che non c'è più! Di quando i Partiti erano Partiti, di quando le scelte e le convinzioni di ognuno erano radicati e non "tattici" o strumentali; di quando si sceglieva col cuore e con la mente. E' (per me...eh) davvero uno spettacolo indecente assistere a questo "gioco dei posizionamenti". Tanto di cappello a GiandomenicoPumilia e Franco Giordano e a SisoMontalbano che, almeno, non hanno recitato! Spesso penso a "me cumpari" Vicè. Se oggi fosse stato lì mi avrebbe chiesto ma com'è sta cosa che x è per Lupo; y è per Lumia, Z per Franceschini? Quando vi siete separati e perchè? Che è successo in questi 8 anni? Non avrei saputo rispondergli!
SMETTIAMOLA DI DIRE CHE SCIACCA E' UNA CITTA' TURISTICA FINO A QUANDO TUTTI I SACCENSI NON AVRANNO LA VERA MENTALITA' TURISTICA PER ACCOGLIERE I TURISTI E FARLI SENTIRE IN UN LUOGO BELLO ACCOLGLIENTE E DIVERTENTE; INVECE DI VANTARSI SENZA CREARE SVILUPPO, MA ANCHE DEPAUPERARE IL MERAVIGLIOSO POSTO CHE IL PADRE ETERNO CI HA VOLUTO DONARE CON TUTTE LE SUE RICCHEZZE: SOLE, MARE, ARTE, CULTURA, TERME, CERAMICA, ARTIGIANATO, AGRICOLTURA, PESCA........
Quello che avete letto è la descrizione di un "gruppo" su FB... quand'è che la finiremo con questo tafazzismo sciacchitano? Ma perchè se diciamo che Sciacca è un Paesello Agricolo o un Borgo Artigiano o un Quartiere di Pescatori....ci guadagnamo qualcosa??? Il Turismo è solo un'attivita economica e aspirare ad essere una città turistica, cosa per la quale siamo "vocati" dovreBBe essere un "oBiettivo programmatico" condiviso da tutti....o no?
Su questo interrogativo, posto da Michele Termine, ieri ho registrato una nuova puntata della "Giostra" (TRS.) Gli ospiti sono stati Alberto Sabella (Assessore Lavoro), Raimondo brucculeri (CISL). Non c'era (come prevedibile nessun rappresentante della Rocco Forte. Mi sono sforzato di ribadire: 1. qui nessuno è "nemico" dell'investimento di Rocco Forte (investimento agevolato da un forte investimento pubblico, pari (dai numeri che ho io a 42 milioni di Euro); 2. anzi, i più smemorati dovrebbero ricordare che, mentre l'iniziativa era sotto la pioggia di fuoco di una irragionevole Legambiente, noi siamo stati dalla "sua" parte; 3. è troppo chiedere che possa esistere un tavolo di confronto e concertazione tra Azienda e Sindacato? E' troppo chiedere di sapere come sono state fatte le famose selezioni (visto che sono stati escluse persone dai curriculum più che interessanti) ? 4.dobbiamo smetterla di essere proni verso qualsiasi "forestiero" ( si nasciu arrè vogghiu nasciri foresteri a Sciacca!) e, se non vogliamo perpetuare il "modello Mangia" anche Rocco Forte è tenuto a rispettare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro; 5. che è sacrosanto che le Imprese locali chiedano atraverso la CNA un "protocollo" ed un loro coinvolgimento... Insomma, se non avete proprio nulla da fare... fatemi sapere se si capiva che volevo affermare questi concetti. E, comunque, per rispondere alla domanda iniziale: no, non è un sogno infranto può ancora essere una grande opportunità per questa Città, ma per questo occorre che la Città venga coinvolta.
p.s. Se mi leggono persone che vi hanno lavorato e vogliono cominciare a rendersi conto dei loro diritti siamo a completa disposizione! (cellulare 338 4826110 - FILCAMS CGIL 0922 613075 - CGIL Sciacca 092524278)
Giuseppe Recca nel numero di Settembre del "Corriere di Sciacca" lancia una proposta. A parte l'orribile qualificazione data (i "procacciatori del Sindaco"), l'idea è assolutamentecondivisibile, va sostenuta e mi sento di rilanciarla. Qualche anno fà, quando l'agonia della Giunta Messina era in stato avanzato proposi (inascoltato) una "Giunta di tregua", una sorta di "governo dei volenterosi" per affrontare le emergenze di questa Città: sviluppo economico, infrastrutturazione e riqualificazione urbana; questioni sociali; cultura. Vi fu molta ironia, qualcuno mi disse "è la fine della politica?". Non credo che sia preferibile il "teatrino" della politica quotidiana, come quella vista in TV in questi giorni. A Sciacca manca una vera "classe dirigente" che, pur nelle diverse collocazioni politiche, possa darsi un progetto condiviso su grandi temi e su questo far confluire le risorse necessarie, sviluppando le sinergie complessive che è possibile mettere in campo. Abbiamo "treni" che non possiamo perdere ancora: i fondi europei, l'investimento di privati "importanti" in quest'area. Abbiamo un "piano strategico" e le energie intellettuali per pensare la Sciacca del Terzo Millennio. Non perdiamoci nella bagarre, non perdiamo ulteriore tempo. La Sindacatura attuale per le sue caratteristiche (quella di non essere troppo dentro gli schieramenti) è forse quella giusta per realizzare questo possibile incontro. L'opposizione consiliare e i tanti scontenti della maggioranza per un attimo pensino a questa prospettiva e rinuncino al piccolo cabotaggio. Facciamo di questa Consiliatura un periodo di forte investimento sul futuro, recuperiamo lo spirito originario del "progetto Cucchiara" che, purtroppo, è stato interrotto. Se Sciacca vuole avere un futuro non ha scelta!
Qualche giorno fa all'ARS, l'Assessore Strano ha risposto ad una interrogazione dell'On.Giacomo DI BENEDETTO.
Vi propongo lo stenografico della seduta....ecco da chi siamo governati!
Assemblea Regionale Siciliana
XV LEGISLATURA109a SEDUTA15 settembre 2009
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica 'Turismo, comunicazioni e trasporti'
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica 'Turismo, comunicazioni e trasporti'.
Si procede con l'interpellanza numero 1, «Riordino dei collegamenti tra la Sicilia e le isole minori. Potenziamento delle tratte esistenti e programmazione delle tratte Trapani-Isole Eolie, Mazara del Vallo-Pantelleria e Mazara del Vallo-Isole Pelagie», dell'onorevole Gucciardi.
Per assenza dall'Aula del firmatario, decade.
Si passa all'interrogazione numero 20 «Notizie sullaprivatizzazione sostanziale delle aziende termali di Sciacca (AG) e Acireale (CT)», degli onorevoli Di Benedetto e Mannello.
Ne do lettura::;
«Al Presidente della Regione, all'Assessore alla Presidenza e all'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti,
premesso che:
la Regione (con la legge numero 10 del 1999) ha deciso che le aziende autonome delle terme di Sciacca e Acireale - che sopravvivevano grazie ai contributi a pareggio della Regione - dovevano essere privatizzate ma che a quasi 10 anni da quella data quell'obiettivo non si è ancora realizzato;
l'ordine di problemi connessi al processo di privatizzazione, che dall'inizio di questa vicenda abbiamo davanti, sono sempre di due tipi: uno riguarda il personale impegnato e l'altra il futuro dell' azienda;
ritenendo:
grave e paradossale che malgrado sia stato istituito un ruolo speciale (legge regionale numero 119 del 2004 poi modificata con la legge regionale numero 11 del 19.4.2007) e dopo che siano stati avvistati e risolti tutti i problemi di copertura, non si sia proceduto all'avvio concreto di questo strumento;
altrettanto grave che l'ufficio legislativo e legale della Regione debba ancora valutare l'eventuale violazione delle norme comunitarie da parte della legge approvata nell'aprile scorso dall'ARS;
constatato il rimpallo di responsabilità tra assessorati e consiglio d'amministrazione delle terme di Sciacca S.p.A., responsabile di non aver comunicato nelle forme dovute quantità e qualità del personale ex azienda autonoma delle terme di cui intenderebbe avvalersi, nonostante il legislatore abbia fatto la previsione economica per l'intero organico ed avendo i lavoratori manifestato la loro indisponibilità alla utilizzazione presso la S.p.A.;
per sapere se e quali ulteriori atti normativi o autorizzativi occorrano per dare il via alla concreta istituzione del ruolo unico;
se non ritengano opportuno, a 3 anni dalla costituzione delle S.p.A. e constatato che nessun passo concreto è stato fin qui operato in dirczione della effettiva privatizzazione delle terme, procedere allo scioglimento delle stesse ed alla nomina di un commissario straordinario per le aziende autonome di Sciacca ed Acireale con il mandato di procedere, attraverso normali procedure di evidenza pubblica, alla selezione di un partner privato di comprovata solidità e professionalità cui affidare il rilancio del settore termale». (20)
Ha facoltà di parlare l'assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, onorevole Strano, per fornire la risposta.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti. Signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei comunicare all'Aula che sono tutte interrogazioni, tranne una, riguardanti il periodo in cui fu assessore il collega onorevole Bufardeci, ma è stato mio dovere rispondere a tutte.
Gli uffici mi hanno predisposto delle risposte e spero di essere esaustivo e che mi vengano perdonate delle incertezze od inesattezze.
Relativamente all'interrogazione numero 20 dell'onorevole Giacomo di Benedetto, circa l'istituzione di un ruolo speciale per il personale delle aziende autonome delle Terme di Sciacca ed Acireale, si comunica che, così come già riscontrato per l'interrogazione a firma dell'onorevole Raia del 20 novembre 2008, lo stesso è stato istituito presso il competente Dipartimento al Personale della Presidenza della Regione Siciliana a far data 1° ottobre 2008.
Per quanto, invece, concerne la richiesta dell'interpellante di procedere allo scioglimento delle società Terme di Sciacca e Terme di Acireale, anche se la richiesta può essere in linea di massima condivisa, si rappresenta che la legge regionale numero 11 del 19 aprile 2007 impone a questo ufficio un diverso percorso amministrativo.
Questo è quanto elaborato dal Dirigente del Servizio, Giuseppe Costantino, che, tra l'altro, condivido conoscendo le vicende sia di Sciacca che di Acireale orami annose.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita dall'Assessore.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, credo ci sia stata un po' di confusione nella risposta perché la mia interrogazione non chiede la costituzione del ruolo speciale, cosa richiesta dall'interrogazione numero 83, a firma dell'onorevole Raia.
E' chiaro che stiamo parlando e si sta rispondendo ad interrogazioni presentate più di un anno fa; da quel momento ad oggi sono intervenute diverse evoluzioni, tant'è che al momento in cui è stata presentata l'interrogazione c'era ancora un Consiglio di Amministrazione in piedi alle Terme di Sciacca, che adesso non c'è più, essendo stato nominato recentemente un Commissario presso le stesse Terme.
Oggi, il problema che si presenta è quello di sapere con quale mandato è stato nominato questo Commissario, qual è la sua funzione e se è stato nominato per ottemperare alla norma.
Vorremmo sapere se il Commissario procederà allo scioglimento della Azienda Terme, che non è la Terme S.p.A, ma è l'Azienda che dovrebbe chiudere e, secondo il mandato che è nella norma, immettere sul mercato le quote azionare delle Terme S.p.A.
Il problema concreto è che la norma nasce dalla constatazione che se non c'è una gestione manageriale, se non c'è l'intervento di competenze, di conoscenze del settore chiedendo l'intervento di soggetti anche fuori dalla nostra nazione per il rilancio delle Terme di Sciacca, si continuerà a vivacchiare, ad avere azioni di clientela per l'assunzione di questo o di quell'altro, si continuerà alla ricerca di soldi nei fondi regionali per poter pagare gli operatori, si continuerà una vita stentata delle Terme e non ci sarà un vero rilancio.
Il punto vero è, quindi, capire se il Commissario si sta muovendo per immettere sul mercato le quote azionarie delle Terme, per venderle a privati che abbiano un piano industriale di rilancio.
Questa è la questione che dobbiamo affrontare.
Capisco che l'Assessore si trova a rispondere ad un'interrogazione di un anno e mezzo fa, ma il problema oggi è questo, e ci troviamo anche di fronte al tentativo di assumere nuovo personale, mentre il personale che aveva le competenze è stato trasferito e disperso negli uffici regionali, dove probabilmente fa il facchino, il dattilografo, il massaggiatore, l'usciere presso qualche ufficio regionale.
Qui bisogna fare il punto, capire che se bisogna vendere le Terme, occorre farlo; bisogna poi che i privati vedano quale personale serve, lo reperiscano sul mercato, creino occupazione stabile e, soprattutto, assicurino un futuro alle Terme.
Assessore, e concludo, il rischio è che così continuando andremo allo spreco di ulteriori risorse da parte della Regione e, soprattutto, non daremo futuro né ai lavoratori delle terme, né ai potenziali lavoratori delle terme, né alla realtà di Sciacca, che è un polo turistico importante della Regione siciliana, dove ci sono stati e sono previsti finanziamenti. Ricordo una serie di ulteriori interventi che si stanno verifìcando nel territorio, ricordo che il patrimonio termale che, in atto, possiede la Regione è un patrimonio importante che può essere sicuramente rilanciato.
Cosa diversa ad Acireale, dove si sta valorizzando il bene. Ma nella valorizzazione bisogna stare attenti anche a quale tipo di futuro produttivo si può assicurare in quelle aree.
PRESIDENTE. Onorevole Di Benedetto, si dichiara, dunque, soddisfatto o insoddisfatto?
DI BENEDETTO. Signor Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti. Chiedo di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti. Signor Presidente, comprendo benissimo e ringrazio l'onorevole Di Benedetto per la comprensione avuta nei miei confronti.
In effetti, guardando con attenzione l'interrogazione e non soltanto la risposta che mi è stata fornita dagli uffici, condivido quanto detto da lei e mi reputo io insoddisfatto della mia risposta in quanto era parziale.
Ad esempio, lei ha accennato ad un dato - io fui già assessore a questo settore nel 1996, 1997 e 1998, quindi conosco la materia che poi fu regolamentata nuovamente nel 1999. Ad oggi, in effetti nessun passaggio, anche per Acireale, è stato fatto in ordine a quella effettiva esigenza della privatizzazione, non soltanto, ma a mio avviso - è un mio parere personale, pur non essendo un leguleio - potremmo trovarci davanti a norme comunitarie da attenzionare per i nostri interventi.
Pertanto, onorevoli Di Benedetto, sarà mia cura relazionare l'Aula in maniera più globale, sia su Acireale che su Sciacca, alla luce delle sue e delle mie considerazioni.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Di Benedetto, lei può soltanto reiterare l'interrogazione.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, dichiaro di reiterare l'interrogazione a mia firma.
Oggi ho partecipato, sia pure per poco, alla Riunione Seminariale del PD di Sciacca. Sapevo che alle 17 sarei scappato (ad Agrigento c'era la "convention" della Mozione bersani e Mattarella...) ma ho voluto esserci lo stesso, per respirare il clima, capire il tenore della discussione, cogliere gli umori... Ho parlato così tanto di PD a Sciacca in questo blog che non potevo perdermi un appuntamento così. Forse per la prima volta, il PD (con tutte le sue "anime") si "guardava allo specchio", provava a riflettere su sè, sul suo ruolo, sul suo futuro. Ho titubato a prendere la parola, volevo sentire prima... ma poi si è fatto tardi ed ho, quindi, risparmiato a tutti il mio intervento. Provo a sintetizzarVi quello che avrei detto... Chi ha pensato a questo incontro di oggi, ha realizzato un primo importantissimo obiettivo : quello di farci incontrare, guardarci in faccia, prendere consapevolezza che Noi, tutti Noi (ed anche altri che oggi non sono qui) siamo il PD! Un Partito che è ricco di tante personalità e di tante storie diverse che ha bisogno di produrre una sintesi, di tirare fuori le cose che ci uniscono, di costruire un progetto o di continuare il progetto interrotto della Giunta Cucchiara, come qui è stato detto da alcuni. Ma che hanno - prima di tutto - da realizzare un luogo di reciproco incontro, rispetto e lealtà (come diceva Cusumano) che è il Partito. Un luogo dove confrontarsi e dove decidere, dove si possono formare "maggioranze variabili" su singoli temi e questioni e non un Consiglio di Amministrazione nel quale esistono solo pacchetti di azioni (le tessere) e posizioni precostituite, irreggimentate... Mi esprimo brevemente sul "Progetto di Citta" e sui compiti che ci aspettano nella sfida per il Governo della Città: noi siamo una componente fondamentale della maggioranza che governa la Città. E' di tutta evidenza che senza il PD, in tutte le sue articolazioni, oggi Vito non sarebbe Sindaco. Ma noi dobbiamo pretendere di più, dobbiamo diventare la forza determinante del Governo della Città, i garanti dell'attuazione del Programma del Sindaco. Abbiamobisogno di lasciarci alle spalle le tante questioni emerse nella campagna elettorale scorsa (ma anche le Regionali e le Provinciali hanno lasciatotrascichi...): serve riapre alcune ferite? Non dico mettiamo la testa sotto la sabbia: dico guardiamo avanti: cominciamo col fare una cosa subito, da domattina: costituiamo il Gruppo Consiliare del Partito Democratico!!! Qui diamo troppe cose per scontate, Io non darei per scontato nulla, elaboriamo le nostre proposte in momenti come questi, ma anche ascoltando la Città e le sue Organizzazioni Sociali ed Economiche e facciamole diventare decisioni di Governo. Dobbiamo essere "in mezzo alla gente", ai suoi problemi, essere intercettati come Partito utile, che risolve i prolemi, che è "sintonizzato" con i suoi isogni veri. Non può esistere che a chiedere maggiore rispetto degli impegni assunti a Sir Rocco Forte debba essere l'Assessore Sabella! Il prossimo Congresso (comunque ci articoleremo) deve costituire l'occasione per discutere - una volta per tutte - e per decidere che fisonomia questo partito deve avere. Non dev'essere più consentito a nessuno di discutere con singoli pezzi del nostro Partito. Si discute (anche animatamente!) e, però, poi di decide e si parla con una voce sola! Ci attendono grandi compiti ma se li affrontiamo con lo spirito di oggi, davvero - tutti quanti - potremmo essere certi che raggiungeremo ogni obiettivo e saremo davvero quella forza che serve a Sciacca e al suo Futuro.
Leggo stupefatto alcune "dichiarazioni-tappetino" degli esponenti del PDL di Sciacca sulla questione posta dall'Assessore Alberto Sabella e da me subito sostenute. E' incrediile la percentuale di curvatura! Ma si può essere così proni, così poco innamorati a fare l'interesse di Sciacca? Alcuni forse ci guadagneranno qualcosa... spesso deitro apparenti noili petizioni di principio si nascondono inconfessabili interessi.Lo stesso Sindaco l'ha definite "provocazione": ma quale provocazione??? Ma perchè è troppo chiedere a Sir Rocco Forte che è venuto a fare un investimento qui e che per questa ragione si è beccato un contributino niente male (80 miliardi di vecchie lirette!) che assuma personale locale, che operi con imprese locali, che discuta con le Organizzazioni Sindacali cui aveva promesso relazioni di buon vicinato? A me no! Forza Alberto!
Difficilmente nel mio blog parlo delle cose di cui mi occupo nella mia attività sindacale, ma oggi voglio trasgredire...
Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di incontrare il nuovo "amministratore unico" di Terme di Sciacca Spa, il Dr. Carlo Turricciano.
Mi ha fatto una buona impressione, di uno concreto, affidabile.
Ma sono tutte doti che da sole non bastano per far compiere un passo in avanti alla "questione Terme".
Il tema vero, resta a mio giudizio quello della "volontà politica" del Governo della Regione: che vuole fare delle Terme?
Sia detto in esplicito: io non me ne faccio niente di un ottimo amministratore (che certo sicuramente nell'immediato mi fa risparmiare un sacco di soldi di indennità di carica...) se il mando che questo Amministratore ha non è quello per il quale ci siamo battuti in questi anni, ovvero un rilancio delle Terme.
Questo è possibile solo a condizione di affidarne la gestione ad un Privato che abbia il know how che serve.
A meno che la Regione non pensi di ritornare (10 anni dopo) sui suoi passi e dice "abbiamo scherzato, non si privatizza più!".
Nell'uno e nell'altro cosa è davvero inutile perdere tempo prezioso.
Entro Settembre il Governo Regionale, assicura Turricciano, verrà sciolto il nodo... vedremo.
Intanto prosegue il "battage" sulla mancanza/carenza di personale: è vero sono rimasti solo in 27, ma quanti ne abbiamo mandati in giro nei vari Uffici Regionali? Allora io capisco bene che ci sono delle aspettative, che sono stati fatti dei "corsi professionali" ad hoc... ma prima di pensare a nuove assunzioni abbiamo tutti quanti il dovere morale di capire che un bagnino fanghino è meglio che stia alle terme che alla condotta agraria o all'ispettorato provinciale dell'agricoltura! O no?
(...) Qualche sindacalista paventa anche la gestione dei lavoratori, orari impossibili, niente ferie, vessazioni, ecc. Però ci pare che la situazione attuale del commercio non sia stata mai attenzionata dai sindacati di categoria.Quindi ci pare che si usino continuamente due pesi e due misure. I problemi iniziano a vedersi solo quando i Borsellino vogliono fare un parcheggio multipiano.(...)
da G. AULINO - Controvoce
Eppure ho un nome ed un cognome che GianMarco conosce!
Francamente non riesco a trovare una ragione plausibile per un attacco tanto violento quanto ingiustificato. Cosa avrò mai detto di così radicale? Anche l'accanimento contro L'ALTRASCIACCA mi sembra stucchevole.
Qui si racconta la storia in maniera assai distorta.
Non è che c'è un privato che vuol legittimamente fare qualcosa e qualcuno che vuole impedirlo, ma c'è un privato che NON può far quello che vuole ma vorrebbe proporre uno scambio al Comune.
Ecco che, quindi, diventa legittimo discutere, approfondire: senza isterismi sospetti ed inquietanti.
Questo dovrebbe essere il ruolo della stampa locale: favorire questo dibattito e, per questa via, la democrazia dentro una comunità. Invece, a quel che capisco, "Controvoce" sceglie di fare l'ultras del Progetto Borsellino.
E' legittimo, per carità... basterebbe non offendere gli altri.
Se per opere pubbliche di una certa rilevanza occorre la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) di fronte ad una o più proposte di "centro commerciale" per Sciacca occcorerebbechiedersi che tipo di "impatto sociale ed economico" finisce col produrre e determina. E' un dibattito serio che andrebbe condotto con il rigore necessario e scevri da ideologismi e caricature del tipo che se uno li vuole "è moderno" e se si pone dei problemi "è antico" ! Personalmente sono maggiori i motivi di contrarietà che quelli che mi spingono ad essere favorevole specie in una realtà come quella di Sciacca dove la "via" più corretta mi sembra davvero quello della valorizzazione di quello che c'è, attraverso i "centri commerciali naturali". Ovvio che (consentitemi la deformazione sindacale) per entrambi vale il tema del rispetto dei diritti, delle tutele contrattuali di cui spesso si fa strame: orari elevatissimi, salari bassissimi e precarietà sembrano gli ingredienti più diffusi. Ma vi sono, ovviamente, altre ragioni che spingono verso una decisa contrarietà e che attengono alla visione che dovremmo avere della nostra Città. Con tutto il rispetto mi sembra persino folle una loro localizzazione nel centro cittadino. I mega Centri Commerciali cambiano le abitudini delle persone e ne cambiano la cultura: sono il regno dell'accessibilità e della frustrazione. E per favore non si usi l'argomento occupazionale o quello del "calmieramento dei prezzi"! No, proprio non mi appassiona il tema del "grande è bello". La vicenda turistica dovrebbe pure insegnarci qualcosa...
Torno ora da Sciacca, sono andato al funerale della persona che mi ha fatto letteralmente nascere: Nina Ricupero Raso. E sono davvero tanti quelli che possono fare analoga affermazione! Molti mi hanno parlato di una notizia (che non conosco nel dettaglio) circa la volonta del Sen. Cusumano di mettere insieme una quarantina di quadri per farne la "classe dirigente" del PD. Ripeto, non conosco i dettagli e mi esprimerò compiutamente appena li conoscerò... ma una cosa mi sento di dire subito: a questo punto, il problema non è Nuccio o quello che fa Nuccio, ma quello che NON fanno e NON sono tutti gli altri! E dire che di "personalità" questo Partito è ricchissimo! Perchè non escono dal loro ozioso torpore e si "mettono in gioco"?Perchè non danno un contributo (che non sia solo fare tessere...)? Non voglio essere io a fare l'elenco...ma dove sono? Che fanno? Perchè le idee sul futuro della Città le devono dare "L'ALTRASCIACCA" (di cui mi onoro di essere uno dei fondatori) o le FERROVIE KAOS? Dove sono e che fanno i Partiiti? C'è da fare una "Scuola di Formazione Politica"? Perchè, piuttosto di avere singole Parrocchie, non facciamo una grande Chiesa Madre nella quale - a turno - ognuno possa celebrare messa? Si può anche "con-celebrare", volendo...
Le Elezioni Comunali sono finite da un pezzo ma forse sono troppo vicine per far sì che gli animi di alcuni "sbollentino"...
Basta fare un giro in alcuni "blog" locali per verificare come tra chi "gridaforte" e chi (solo adesso!) scopre problemi atavici di questa Città, alcuni sono pronti solo a criticare.
Ci vuole fortuna in questa Città: Messina (ad esempio) che non ha amministrato per nulla (di Lui si ricorderanno solo il trasferimento dell'Avv. Falautano al Mercato Ittico , i marciapiedi e la Piazza Noceto) ha goduto per tutto il mandato di ottima stampa e Tv.
L'Avv. Cucchiara che ha fatto tanto ha sempre avuto stampa contro (persino "fuoco amico!") e perenni servizi televisivi sulle disfunzioni e i disservizi...
Vito Bono e la Sua Giunta hanno oggettivamente ereditato una situazione (come imputargli la mancata programmazione dell'Estate Saccense???) ma da Lui si vorrebbe tutto e subito.
Osservava giustamente uno dei tanti ANONIMO che popolano i vari Blog:
" perchè se si elegge un sindaco di sinistra dopo 1 mese si vuole il cambiamento radicale di sciacca e se se ne elegge 1 di destra si deve fare tutto con calma? forse non si dovrebbe imparare ad essere imparziali? ed ammettere gli errori della sinistra così come quelli della destra? nn credete? sempre per quanto valgano destra e sinistra in un consiglio comunale....e poi andate a guardare su FB quante cose false su vito bono circolano certo io sono il primo ad ammettere che non è tutto oro quello che luccica però così è decisamente esagerato. GIUSEPPE " (dal Blog di Massimo D'Antoni).
La ricetta passa per il COINVOLGIMENTO.
Secondo me, se un " salto di qualità" la Giunta la vuole fare deve coinvolgere di più e meglio le tante istanze "intermedie" di questa Città: comitati, associazioni, gruppi etc.
e renderli protagonisti delle scelte che si compiono.
Un esempio? Il "piano triennale delle Opere Pubbliche".
Non esiste che una Giunta che vuole il cambiamento gestisca burocraticamente un passaggio così!
Lo stesso Bilancio Comunale deve essere "partecipato" così come tutta l'intera vita amministrativa: serve un nuovo "patto" tra Amministratori e Amministrati, solo così Sciacca può voltare pagina!
Andate sul sito de "L'ALTRASCIACCA" http://www.laltrasciacca.it/2009/08/piano-integrato-per-la-mobilita-sostenibile/) a vedere il Piano Integrato di Sviluppo Turistico della Città di Sciaccapreparato dall' Ing. MARIO DI GIOVANNA: è semplicemente fantastico!
Una delle opere strategicamente rilevanti e la realizzazione di un parcheggio a raso di circa 500 posti auto nella zona della ex Stazione Centrale, con contestuale riqualificazione degli edifici storici della vecchia stazione nei quali si potrebbe ospitare un museo della ferrovia. Chiediamo all'Amministrazione Comunale di adottarlo subito e realizzarlo mettendolo in conto.... all'EAS!
"L'AltraSciacca" ha documentato egregiamente quello che capita di vedere a chiunque girando per le vie di Sciacca. Quello della pulizia della Città rimanderebbe a problemi giganteschi come quello del riassetto delle competenze delle Municipalità sulla raccolta e trattamento dei rifiuti. Una cosa è però certa: Ato o Comune che sia, se non si cambia mentalità non andremo da nessuna parte, occorre davvero una "rivoluzione culturale" prima ancora che politica. Ma certo è che la Politica può far molto per far cambiare le abitudini culturali di un popolo ed è su quello che deve puntare. Sono rimasto (mi succede ogni anno) sconcertato, ad esempio. da questa abitudine di devastare le spiagge per Ferragosto. Ad Agrigento, dove tale barbara tradizione, è più antica e radicata, nemmeno l'intervento congiunto di Polizia, Carabinieri, Guardia Costiera, Polizia Provinciale e Vigili Urbani ha dissuaso dal consumare questo saccheggio! A Sciacca oggi sentivo di quelle bambine... allucinante! Non contesto alla gente il diritto dovere di divertirsi, ma trovare un modo civile per farlo è chiedere troppo?
C'è una Sciacca che va avanti, a dispetto di tutto e di tutti, che vuole fare e che, anno dopo anno, cresce. Questo accade nella cultura (Sciacca vista da noi e Sciacca Film Fest sono solo 2 esempi pregevoli) ma anche in altri campi: nello sport (penso al Tennis), nell'economia... Ci sono energie giovanili che sono autentiche miniere di conoscenza e di innovazione che vanno "sfruttate", messe alla prova, promosse, aiutate ad emergere. Ecco, credo che la Nuova Giunta Comunale debba fare questo: aiutare questi "sciacchitani novi" ad emergere e ad affermarsi: avremo tutti una Sciacca Migliore!
Leggevo ieri, in spiaggia, un appassionato articolo di Nadia Urbinati (cui vi rimando: http://www.unita.it/news/conversando_con_nadia_urbinati/87268 ribelliamoci_come_in_iran_e_in_birmania) che mi ha fatto molto pensare. Inizia così:
Tutto avviene nel silenzio. C’è un’idea diffusa di impotenza, di rassegnazione. Alla politica si è sostituito il potere. La gestione delle cose, gli affari privati. Tutto è ormai una faccenda privata: di scambi, di soldi, di favori. Dove sono i cittadini, in questo paese?
Nella mia testa si sono proiettate alcune cose viste e vissute in questi giorni, molto diverse tra loro ma, forse, accumunate da un unico filo rosso e tutte mi hanno portato alla stessa conclusione-titolo del mio post: ma quand'è che ci incazziamo sul serio? Pensavo agli Operai dell'INSE, quelli che sono stati 8 giorni su un carroponte; alle cassiere dell'Ipertè (fino ad ieri ancora senza giugno in tasca!); a come è arrogante il potere di chi può usare a suo piacimento i mezzi di comunicazione per capovolgere la verità. Pensavo alla lettera di quello che mi ha scritto dal Resort di Rocco Forte.... Ho passato la mia vita a fianco agli "ultimi", faccio l'"agitatore di professione" da 22 anni, e sono qui a dannarmi l'anima perchè non gliene fotte niente a nessuno delle cose per le quali mi batto! L'altro ieri sono andato ad un funerale di un ragazzo di 40 anni morto in un incidente stradale. Qualche rigo in cronaca, uno dei tanti in queste nostre strade maledette. Quel ragazzo si chiamava Massimo, come me, era un rappresentante sindacale nel suo posto di lavoro, un supermercato, ritornava a casa dal lavoro. Ora non c'è più, lascia una moglie ed una bambina piccola. Questa nostra Provincia è davvero strana, è così ricca di contraddizioni che se uno si concentra impazzisce! L'altro giorno vedevo la foto del Ministro Alfano in una serata mondana tra i VIP locali. Tra loro c'era l'editore di TeleacrasMiccichè. Qui c'è un'inchiesta della Magistratura su un Ospedale che, forse, è stato fatto male da un sistema imprenditoriale che (così ci hanno raccontato le inchieste antimafia) vinceva le gare "a tavolino", in un tavolino nel quale c'era il Ministro dei LL.PP. della Mafia tale Siino. OggiAlfano è l'eroe del giorno perchè, bonta sua, ci porta Bertolaso e la Protezione Civile... insomma uno strano cortocircuito mette insieme tutto e il contrario di tutto. In tutto questo turbinio ci sono però quelli che non ne possono più, quelli che stanno veramente male, quelli che sono incazzati, quelli più "allittrati" si sfogano su "facebok" : si tratta di una "maggioranza silenziosa" che è variegata per cultura e collocazione sociale che va dall'annoiato col telecomando SKY in mano a quello che sogna di vincere il Jackpot... ma tutta questa gente deve ricominciare a trovare il gusto di esserci, di voler cambiare le cose sul serio, di dare una serie di "stop" giusti a chi pensa a reintrodurregabbie, dialetti e divisioni, a questa ignobile "carruzzata" del governo Berlusconi che stanno prendendosi gioco delle Istituzioni Democratiche e uccidendo la nostra Democrazia!
Ti può capitare che non riesci a mettere piede in uno dei suoi tanti supermercati e tutti di dicono "ora basta! Ieri mi hanno tagliato la luce!" oppure "la banca mi ha chiamato, la Ditta non mi ha versato il "quinto dello stipendio" o ancora "mi hanno bloccato le ferie, ma io ancora vanto quelle dell'anno scorso..." oppure "siamo ad Agosto e "avanziamo" giugno!" e tutti in coro a dire "intervenite!", "scioperiamo"... Noi per diversi mesi abbiamo fatto i "pompieri", quelli che calmavano gli animi, quelli che ci mettevamo lì a spiegare che c'è la crisi mondiale, la liquidità, le Banche... Poi abbiamo detto "basta!" abbiamo chiesto un incontro al Signor Padrone, era il primo luglio, ma l'incontro non nasceva mai e le notizie che arrivano sempre più nere ed allora, il ventotto luglio, proclamiamo uno sciopero.Appena li arriva la comunicazione dello sciopero il Signor Padrone mi chiama e mi dice !io la devo ringraziare, Lei mi ha tolto un pensiero! Visto che questi Lavoratori non apprezzano quello che faccio per loro ho deciso di chiudere tutto: loro scioperano? Ed io Chiudo tutto! "Forse pensava che mi pisciassi nei pantaloni, boh! Ma io non lavoro "per Lui", con me non attacca...Raccogliamo le adesioni, in alcuni posti il 99% in altre meno (per la sfiducia atavica e per la paura di mettere la propria firma) in altre, dove non abbiamo iscritti, zero adesioni.Pensavamo che - come nel passato - di fronte alla prospettiva di uno sciopero in pieno Agosto, l'Azienda sarebbe venuta a più miti consigli e saremmo riusciti ad evitare lo sciopero e a risolvere i problemi posti...C'è uno strano nervosismo in giro, voglia di uno scontro a tutti i costi, in alcuni punti vendita la tensione è alle stelle, i "capinegozio" chiamano li RSA per sapere chi sciopera...una richiesta assai insolita che finisce per creare tensione.Assistiamo ad uno strano attivismo del Signor Padrone, telefona contatta, comunica con la stampa... la parola d'ordine è "il sindacato dice minchiate! Questo Sciopero è una carnevalata!"L'Azienda ci convoca per le ore 17 del giovedì, dopo un'ora di sala d'attesa e senza che nessuno si degnasse di rappresentarci il motivo del ritardo decidiamo di andarcene: la dignità prima di tutto!A questo punto l'Azienda decide che è tempo perso discutere col Sindacato e decide di tentare di farlo fuori e avvia un dialogo diretto con i Lavoratori e promette le cose che sono la nostra principale richiesta: pagamento di giugno subito e luglio entro il 17 Agosto.Allora revochiamo lo Sciopero perchè appare chiaro che avendo centrato li obiettivi principali lo sciopero non ha alcun senso. Sciopero revocato, animi sedati? Ma quando mai! Al SignorPadrone non basta, stavolta è convinto che può dare la spallata giusta per "togliersi dalle palle" il Sindacato ed allora va in TV e spara cannonate, contro il Sindacato. Ed la TV si limita a porere il microfono, nessuna domanda... E mi chiama, per dirmi che dovrei vergognarmi (Io? e di che?) che lo scopo del Sindacato è chiaro quello di minacciarlo per ricattarlo (noi a Lui???) che noi vogliamo solo la distruzione delle Imprese... ma che "i suoi ragazzi" sono con Lui... e che Lui mi "diffida" dal mettere piede nelle sue Aziende! Non sto qui a tediarvi con la mia replica, spero solo che questo contenuto sia disponibile per pubblicarlo integralmente. Dimenticavo! Il Signor Padrone non è un Signor Padrone qualsiasi , lui è scortato dalla polizia perchè ha collaborato con la giustizia ed ha fatto arrestare i suoi estorsori. Questo gli ha dato una patente di assoluta verginità e pulizia ed Egli può far tutto, anche cercare di intimorire uno come me. Però uno della mia storia, che ha sempre avuto una certa idea della giustizia, uno che fin qui nel rapporto con queste e con altre Aziende ha sempre dimostrato solo correttezza, uno che è lontano mille miglia dall'idea di ricattare qualcuno, che non accetta che si capovolga la verità... tutto questo non l'accetta. Quindi, se non riceverò formali scuse per tutto questo, denuncerò tutto questo (ed altro) a chi ha il dovere di far rispettare le Leggi in questa maledettissima terra che assicura scorte anche a chi, forse, non le merita!
lavoro presso l'hotel Rocco Forte di Sciacca da 2 mesi e di sindacati non ne ho visto neppure l'ombra.
Lavoriamo senza tregua con turni senza orario, facciamo almeno 2 ore in + al giorno che non vengono conteggiate, abbiamo un contratto di 2 mesi che non si sa se verrà rinnovato. loro ci rispondono dicendo che fuori c'è una lista lunghissima di persone che vogliono entrare e ci pagano cosi....
Ecco l'altra faccia della medaglia!
Abbiamo già un'altro gruppo alberghiero che si comporta così, dobbiamo continuare?
Ieri pomeriggio ho appreso , da un assiduo frequentatore del blog, che al Castello Incantato di Filippo Bentivegna si sarebbe svolta una tappa delle selezioni nazionali per partecipare al reality "l'isola dei famosi". Assai giustamente questo ns. Amico si chiede : " se questo luogo più unico che raro, che ha già subito danni dovuti ai saccheggi ed all'abbandono. sia adatto ad ospitare manifestazioni del genere, a forte affluenza di pubblico, che rischiano di danneggiarlo ulteriormente ". Sono d'accordo con Lui... se proprio dovevano venire a Sciacca potevano davvero farlo da un'altra parte: che c'entra "Filippu Testi" con l'Isola dei Famosi???
Oggi è, in realtà, un anniversario assai più significativo e triste: 29 anni fà una bomba alla Stazione Ferroviaria di Bologna seminava morte e distruzione. Nei giorni scorsi (a causa della vicenda dell'Ospedale di Agrigento...) non ho avuto molto tempo per aggiornarlo. Ma insieme alla mancanza di tempo prevale una certa stanchezza: mi sforzo di animare un dibatti che spesso non c'è, o si alimenta dei "soliti ignoti"... Cercherò di continuare, di dire la mia, di segnalare fatti e circostanze che mi sembrano interessanti...
Mi auguro solo di avere lettori un po più interessati e meno anonimi!
Ieri un mio carissimo amico, neoiscritto al PD, mi ha detto: "Ok, ora ho la tessera, ma adesso che succede?". La cosa mi ha fatto un po sorridere, ma in realtà è una condizione comune a tanti... E' disarmante constatare come dopo decenni di discorsi sui Partiti, sul regime partitocratico" in realtà molti non sanno nemmeno cos'è e come funziona un partito nè hanno memoria dei Partiti "della prima repubblica"! Ora succede che dobbiamo scegliere il Segretario Regionale e Nazionale, impegnarci nelle Primarie per far vincere i nostri candidati a tale carica. Franceschini, Bersani e Marino hanno in testa tre modelli di Partito, tre storie e tre approcci diversi. Si tratta di scegliere guardando al futuro ma penando a cosa concretamente è stato il PD in questo anno e mezzo. Io scelgo Bersani senza esitazione! Poi si tratterà di capire cosa dobbiamo fare di questo Partito a Sciacca. Qui la situazione è più complicata dal fatto che molti scelgono l'inabissamento al dichiarare cosa pensano, con chi stanno, quale modello di Partito hanno in testa... vedremo! Certo è che dopo il Tesseramento occorre mettere in campo il protagonismo degli iscritti e delle loro idee. Ed il PD sarà come noi vogliamo che sia, ma non aspettiamoci inviti, cominciamo ad organizzarci , ad incontrarci, a riflettere e a programmare iniziative!
Ieri 21 lugliosi è chiuso il tesseramento valido ai fini congressuali, le tessere andranno convalidate circolo per circolo e poi saranno stabiliti i delegati. Un lavoro che si dovrebbe chiudere entro il prossimo mese, così che i primi congressi di circolo possano svolgersi già a settembre. Il 23 luglioi candidati alla segreteria nazionale devono presentare i propri documenti politici (per i candidati alle segreterie regionali questo stesso termine è fissato al 31 luglio) e le 2.000 firme richieste dallo statuto a sostegno della candidatura tra gli iscritti PD di almeno 5 regioni.La convenzione si svolgerà a Roma l'11 ottobre, mentre le primarie si terranno in tutta Italia il 25 ottobre.Quello che adesso c'è da fare mi pare lo abbia ben sintetizzatoRosyBindi: Ricostruire dietro la sigla del PD un partito. E la Bindi chiede a Pierluigi Bersani "l'impegno a ricostruire una coalizione che si presenta al paese come alternativa a Berlusconi e alla destra". Questo vale anche a Sciacca: abbiamo un Partito Grande ora dobbiamo fare un Grande Partito! Non ci servono polemiche, ma la voglia di costruirlo!
p.s. con circa 850 iscritti credo che il PD Saccense abbia raggiunto un record! (credo che il PCI al massimo del suo splendore non abbia superato i 500, della DC non saprei parlare, ma non credo si sia mai superata questa soglia...).
MAFIA: GRANATA (PDL), VERITA' PER PAOLO BORSELLINO
Roma, 17 lug. - (Adnkronos) - ''Diciassette anni dopo, alla vigilia delle manifestazioni commemorative per Paolo Borsellino una serie di fatti riaprono una pagina dolorosissima della storia repubblicana e riscrivono le dinamiche che portarono al martirio di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta quel 19 luglio 1992 in via D'Amelio''. Lo afferma Fabio Granata (Pdl), Vice Presidente della Commissione Antimafia. ''C'e' qualcosa che va ben oltre Toto' Riina e i corleonesi, che supera il progetto di eliminazione e di sterminio portato avanti da cosa Nostra nei confronti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un contorno -aggiunge- torbido e oscuro di 'presenze', omissioni, contraddizioni, negazioni di verita' storiche, intrighi e omerta' che sembrano riacutizzarsi ed esplodere in conseguenza delle parole di Massimo Ciancimino e di alcuni collaboratori di giustizia''.
''Su questo 'contesto' -prosegue Granata- lo Stato, il Governo, il Parlamento hanno il dovere e il diritto di sapere la verita' di pretenderla senza fermarsi di fronte a nessun altare istituzionale e a nessun livello di coinvolgimento. Per questo la commissione parlamentare antimafia dovra' aprire immediatamente un'inchiesta specifica sulle stragi del '92 e riferire ai due rami del Parlamento. I'' misteri dell'agenda rossa'', del ''papello'', della ripulitura del covo di Riina, dei pizzini e delle lettere di Bernardo Provenzano, le presunte trattative dello Stato con Cosa Nostra, il coinvolgimento dei servizi segreti e di apparati deviati dello Stato -conclude- disegnano un quadro che non e' piu' possibile tollerare''.
Sottoscrivo! Ma quanti Granata ci sono nel PDL?
Un po di coerenza imporrebbe che chiesta ed accertata la verità, si traggano le necessarie conseguenze politiche e si scelgano "compagni di viaggio" e di Partito che una qualche responsabilità in questo torbido quadro pure le hanno.
A 17 anni dalla lora barbara esecuzione, ricordo Borsellino, gli Uomini della Sua scorta, con la rabbia di chi vede passare gli anni ed ancora non trova verità e giustizia!
Recidere i fili che legano la Mafia alla Politica rendendo "invincibile" la prima è la priorità che dobbiamo porre se vogliamo assicurare un Futuro alla Sicilia!
Oggi sono stato a Sciacca e, tra le altre cose, ho passato qualche ora a iscrivere persone al PD: c'era la fila come se distribuissimo viveri!
Tra una battuta e l'altra ho trovato diverse persone che mi hanno detto che leggono questi miei post e che conoscono questo blog.
Altro motivo di soddisfazione e di gioia (anche personale!) è sapere che molti di quei socialisti (cui mi sono appellato nei giorni scorsi) hanno preso o stanno per prendere la tessera del PD e che tutti hanno letto con simpatia il mio accorato appello.
Ho chiamato un "vecchio" e combattivo protagonista di tante lotte del passato (Vittorio Catanese) per invitarlo a ritrovare passione politica e voglia di esserci... ha garbatamente declinato l'invito, ma è già un risultato che non mi abbia mandato affanculo!
Perché perdiamo energie così? Chi si preoccupa di recuperare i compagni e gli amici che magari hanno condiviso qualcosa con Noi: vuoi una stagione politica, una candidatura, un voto alle primarie? Ecco occorrerebbeistituzionalizzare un"gruppo di lavoro" addetto al recupero forze ed energie disperse!
Ma ci sono anche motivi di inquietudine.
Molti non hanno ancora capito che un Partito non è una SpA, che non si possono detenere "pacchetti" di tessere come fossero "azioni"; che un Partito non è un condominio dove si può andare "per delega"... un Partito (se è vivo!) è partecipazione.
Partecipazione alla pari, una testa un voto!
Non servono a nessuno "truppe cammellate", numeri, muscoli!
Serve qualità, voglia di partecipare e di arricchire il dibattito. Serve dare ragione e torto ogni volta che si ritiene di farlo, senza vincoli irrigimentati di fazione, componente, filiera!
Io voterò per Bersani, lo farò liberamente e per convinzione e ho scelto di farlo già 5 mesi fa quando ho persino costituito un gruppo su FACEBOOK (Veltroni era ancora Segretario) altri lo faranno per convenienza, altri ancora devono decidere con chi schierarsi ergo dove mi conviene di più!
Tutto ciò è disarmante! Ma ho detto e ribadisco (con più convinzione) occorre esserci, occorre far diventare il PD quello che ancora stenta ad essere pienamente: DEMOCRATICO, PLURALE, LUOGO DI INCONTRO DI TUTTI I RIFORMISMI ITALIANI e LUOGO DI CRESCITA DI UN NUOVO MODO DI INTENDERE E PRATICARE LA POLITICA.
chi vuolePARTECIPAchi partecipaSCEGLIEchi sceglieDECIDE iscriviti al PD da stasera e tutti i giorni fino al 21 Luglio 2009 in via Cronio nella Sede del PD di Sciacca potra iscriverti al Partito Democratico
Quando ho iniziato a "fare politica" era il 1978, era stato assassinato Aldo Moro, fatto saltare in aria Peppino Impastato, Pertini era diventato Presidente della Repubblica. Ricordo la pagina dell' "Avanti!" con la foto di Pertini con l'immancabile pipa ed il titolone rosso AUGURI PRESIDENTE!. In quegli anni quelli dell'estrema sinistra saccense avevano più occasioni di incontro e vicinanza con i "giovani socialisti" che con i "giovani comunisti". Ed è in questo contesto che ho conosciuto: Enzo La Bella, TuryDimino, Nino Dimino, Vito Friscia, Pippo Termine ecc. ecc. Ricordo come fosse ieri lo striscione alla Manifestazione contro i missili a Comiso FUORI CRAXI DAL PSI! che ricevette applausi per tutto il corteo comisano! Ricordo il "collettivo Briscola in 5", ricordo la "fetsa dell'Avanti con i "Taberna Mylensis"... Sembra un secolo fa! Torniamo ad oggi. Il mio vuole essere un invito alla riflessione, un accorato invito ad analizzare la situazione che si è venuta nella nostra Città (che è poi metafora di ciò che avviene anche in altre parti...) e mi chiedo: qual'è attualmente lo spazio politico per questi compagni Socialisti? A Sciacca (come nel resto del Paese) i Socialisti si sono divisi in più parti: alcuni sono refluiti nel PDL, altri nel MPA di Lombardo, ma il "ceppo di Sinistra", quelli che erano "cuFranciscuRussu" sono rimasti dapprima nello SDI, poi hanno tentato questo bizarro incontro con Angius... e ora? C'è chi lavora per farli entrare in questa aggregazione con NichiVendola (ma che c'azzeccano?) chi segue altri fallimentari progetti con i "laici" e i radicali.... ma ha ancora un senso tutto questo? Io credo che, invece, per come si sta configurando la battaglia interna nel PD e per la comunanza di visioni e aspettative, questi Compagni debbano e possano trovare agevolmente spazio nel PD. A Sciacca venite da esperienze comuni con noi: prima in "Libera Sciacca", poi con la "Lista Mediterranea" e, in ultimo. con "Impegno Comune". Abbiamo sostenuto insieme gli stessi Candidati a Sindaco negli ultimi 15 anni e lo stesso sforzo nell'"ULIVO": cosa ci divide? Ha un senso rivendicare una sorta di pedigree "socialista" come tratto distintivo? O ha più senso rafforzare quella parte di PD che vuole costruire un'autentica forza democratica e progressista? Io propendo per quest'utima ipotesi. Il PD a Sciacca è una realtà del 40% e che, se riesce a lacersi di meno e a costruire di più, può - legittimamente - ambire ad essere maggioranza. E' di questa forza non potete che essere una componente vitale! Si apre oggi l'ultima settimana per poter essere iscritti al PD e decidere le sorti del prossimo Congresso: mi appello ad ognuno di Voi! Superiamo incomprensioni e beghe spesso personali, ragioniamo di politica!!! Venite a sostenere PierLuigi Bersani, aderite al PD!
Ti prego di pubblicare nel tuo blog il mio ricordo di Enrico Escher, un giornalista di Catania morto ieri per un male all’età di 51 anni. E’ stato il precursore del giornalismo via web, ha impresso una svolta al quotidiano “La Sicilia” in questo settore e lo stimavo parecchio.
Ecco un suo articolo del 2006 tratto da StepMagazine che sintetizza la sua personalità e il suo modo di vedere la vita. Grazie per l’ospitalità.
“Lo confesso: sono un coglione, come ci ha elegantemente definito con il sorriso sulle labbra, per carità! - il nostro presidente del consiglio.
Sono un italiano di quelli che credono nella magistratura e nella giustizia, nel rispetto delle regole, in un paese che non sia dominato dai furbi, un paese senza privilegi ma con i diritti di tutti rispettati in ugual modo.
Sono un coglione: pago le tasse fino all'ultima lira, posteggio all'interno delle strisce blu, faccio la fila aspettando il mio turno, non insulto chi la pensa in modo diverso da me. Voto per il centro sinistra, sono di sinistra, ma non credo che chi vota a destra sia un pericoloso nemico, che vada rinchiuso o insultato. Credo che la politica sia confronto di idee, anche aspro, ma che rappresenti modi e ricette diverse per amministrare le città, la regione, il Paese. Per riequilibrare le disuguaglianze. Per consentire a tutti di avere opportunità uguali e uguali diritti.
Sono un coglione e non me ne pento. Ho deciso, per la prima volta nella mia carriera, di prendere ufficialmente posizione. Perché credo sia giusto, in un momento come questo, contrapporre alla logica degli insulti, che ha contrassegnato la più brutta campagna elettorale che io ricordi, quella dell'assunzione di responsabilità.
Credo che ai nostri figli, ai nostri studenti, ai nostri ragazzi vada insegnato il senso dell'onore e dell'orgoglio per le proprie idee, senza paure e senza ipocrisie. Figlio del dialogo, di cui non bisogna avere mai paura, della disponibilità a parlare con gli altri per affermare le proprie convinzioni ma senza demonizzare chi la pensa diversamente.
Sono un coglione e non sopporto più l'arroganza di chi si ritiene superiore a tutto e a tutti, di chi infrange le regole, di chi insulta gli avversari e crede soltanto in un paese che dica sempre e soltanto sì.
Con il rispetto indispensabile per le convinzioni di tutti, ho pensato che sia arrivato il momento di dire basta. Alla politica come cabaret, alle favole al posto dei fatti, alla demagogia come pratica di potere. Mi assumo personalmente la responsabilità di quanto ho scritto, confermando al tempo stesso che questo giornale è e sarà sempre aperto alle voci di tutti. Senza pregiudizi, senza censure”.
Con Siso Montalbano ho attraversato, dalla fine del 1984 in poi ,tante avventure politiche. Quando l'ho conosciuto per me era come "fumo negli occhi" (così come tutto il PCI...) io ero nella sinistra più estrema e Lui, quelle volte che ci vedevamo negli appuntamenti unitari (AnniversarioMiraglia, Movimenti Pacifisti...) mi diceva tranquillo "Tra qualche anno sarete tutti qui, nel grande PCI..." . Aveva ragione.
Nel 1985 il PdUP "confluì" nel PCI e noi entrammo a far parte di quella grande famiglia. Vi risparmio tutta la storia...
Le nostre strade si divisero nel 1999 sulla secelta del Candidato Sindaco, io ed altri (molti altri!)decidemmo di appoggiare Ignazio Cucchiara.
In seguito, rientrai nei DS, ma niente era più come prima e le nostre strade si divisero nuovamente: io scelsi il PD e Lui seguì Angius e l'illusione che vi fosse uno "spazio politico" per una forza socialista distinta.
Oggi le nostre strade si ricongiungono ed io ne sono davvero contento!
Mi auguro che Siso e quella parte di compagni che lo seguiranno nel PD possano dare forza e sostegno a quelle posizioni di chi vuole che il PD sia una moderna forza riformatrice, saldamente ancorata alle forze progressiste europee e che sia un Partito organizzato. Plurale ma organizzato. Nessuno pensa di "ricostruire il PCI", ma l'alternativa non può essere il caos!
I "post" presenti in questo blog diventano "note" per Facebook e spesso i miei numerosi "amici" non saccensi hanno una certa difficoltà a comprendere appieno tutte le nostre peculiarità...me ne scuso! In questo mese si è molto parlato del PD di Sciacca che, paradossalmente, non vive una crisi ma forse ha problemi di "abbondanza": troppi leader (o presunti tali), troppe personalità, troppa "autoreferenzialità" e nessuna legittimazione democratica! Ma il Congresso è alle porte ed esso deve servirci non solo a scegliere tra Bersani/Franceschini/Marino ma, finalmente, a dare organicità alla nostra presenza territoriale. Il PD a Sciacca è un Partito del 40% e potrebbe davvero fare grandi cose se solo riuscisse a darsi un progetto ed una strategia unitaria; se la si finisse con gli eccessi di protagonismo e con la personalizzazione. Ecco perchè questo non è il momento delle "autosospensioni"! E' il momento esattamente contrario, quello nel quale - per l'appunto - dobbiamo dare il nostro contributo per assicurare un futuro a tutti Noi. Noi siamo (a pieno titolo) l'"azionista di riferimento" della Giunta e del Sindaco e dobbiamo per questo (tutti insieme come Partito) rivendicare con forza questa nostra condizione. Nel Congresso ci divideremo: io sosterrò Bersani, altri altre cose... ma poi tutti insieme dobbiamo "governare" il Partito e rendere questo soggetto utile al processo di cambiamento e utile alle persone che vogliamo rappresentare. E' evidente conteranno i "rapporti di forza", ma anche la forze e la convinzione che ognuno di noi ci metterà. Lo so che non è facile e che in molti di voi prevalgono delusione, sfiducia, smarrimento: ma proviamoci davvero ad impegnarci, a far vincere le nostre idee. Non occorre essere Consiglieri Comunali, Assessori, Deputati... basta essere semplici Cittadini che pensano di avere diritto e voglia di dire la propria; di fare parte attiva di una comunità! Per questo invito tutti quelli che vogliono fare politica nel CentroSinistra di questa Città ad iscriversi al PD: non c'è alternativa! Criticare non basta più e rischia di non servire! Entrate e cambiatelo questo Partito, venite qui ad affermare queste vostre idee!
Leggo sgomento che il Sindaco ha completato la squadra assessoriale! Il mio sgomento non nasce tanto dalla personalità scelta (che non conosco e che, immagino, abbia le tutte le credenziali per svolgere al meglio questo incarico), quanto per l'ulteriore, inspiegabile, schiaffone che Vito Bono infligge al PD: ma perchè tanto accanimento? Nessuno si illuda o si nasconda dietro il fatto che lo "schiaffo" sia dato solo ad una parte! Si apre il "momento della verità", vediamo chi è dentro (e difende) questo Partito e chi gioca al massacro illudendosi di ricavarne qualche tornaconto politico! Il PD (tutto il PD!) risponda compatto!!! Non meritava davvero di passare alla storia di questa vicenda politica come quello che "ha fatto perdere tempo nella composizione della squadra..." ma merita di passare come quello che ha dato il contributo più rilevante all'affermazione di Vito Bono. L'ha fatto generosamente e coralmente e non meritava questo trattamento. Gli amici gia "assittati" in qualche importante poltrona non si chiedano "per chi suona la campana...", quando perde il PD perdiamo tutti!
non ci stiamo conoscendo adesso e sai quanto affetto e stima ci lega.
Ti ho sempre sostenuto con convinzione: sia quando sei diventato Assessore della Giunta Cucchiara, sia per la Elezione al Consiglio Provinciale (anche se l'altro giorno ti ho sentito dire che ti sei candidato ed hai conseguito quel risultato "da solo" (sic!).
Ho partecipato da "abusivo" alle riunioni in Federazione sul "caso Sciacca" ed ho sentito cose davvero incredibili!
Ora sia chiaro:
1. io capisco l'incazzatura nei confronti di Marinello per a "vicenda Fiorino" e per l'apporto complessivo dato alla Vs. lista;
2. io capisco l'incazzatura nei confronti di chi dice "il Partito sono io" e tratta (e ottiene) cose come se lo fosse...
3. io capisco tutto... ma non posso accettare (sarà un mio limite!) che trasportiamo le vicende interne ad un Partito (per troppi versi "in formazione" e alla vigilia di un Congresso) in piazza!
Se Marinello ha sbagliato ci saranno tempi e luoghi nei quali questi errori dovranno essere valutati ed, eventualmente, sanzionati!
Avete deciso (come sai io non faccio parte di nessun Gruppo Dirigente...) di andare con 3 liste alle Comunali? Bene! Ognuno si è costruita a "sua"... Voi in compagnia, Cusumano con Simone Di Paola, Coco da solo (e , poi, con l'aggiunta di un pezzo di Socialisti): che senso ha, oggi, rimproverare a Coco di "aver lavorato per la sua lista"? E che doveva fare?
Ma, infine, non capisco lo sbocco finale di questa tua "autosospensione" , a che serve?
A sollevare un problema? Ma è stato sollevato! Per ben 2 giornate il Provinciale si occupato di Sciacca con riunioni "fiume"!
Le stesse cose potevano costituire oggetto di una lettera ancorchè "collettiva" riservata e personale ai Segretari Nazionale e Regionale... ma non si fa "un violu di merda" così, non serve e non aiuta!
A parte il fatto che questo Gruppo di gente che tu citi (Marciante, Bono, Leonte, Cucchiara etc...) che pure hanno contribuito alla Lista LD non mi pare che, fin qui, si sia dato un "progetto comune"!
Eppure è da tempo che io sollecito affinché questo Gruppo potesse trovare forme e modi per parlarsi, per discutere, per ritrovare lo spirito che animò "libera Sciacca"... ma niente, non c'è niente da fare!
I miei appelli sono caduti sempre nel vuoto, esattamente come questo sfogo!
Caro Stefano, mi dispiace (e te lo dico pubblicamenteperché sono tuo amico) tutto questo "casino" e vorrei che queste energie piuttosto che sembrare "schegge impazzite" venissero canalizzate dentro un Progetto di Governo dl Partito e della Città.
Senza aver la pretesa di rappresentare da soli tutto il bene (tgutti, i giovani, tutti i puri etc...) perchè gli altri non sono il "male", sono portatori (anch'essi) di un pezzo di verità.
Si tratta di unirli questi pezzi e di comporlo questo puzzle del PD e non di agire da elementi di disgregazione, se lo si vuole fare, Ci vuole pazienza, convinzione e forza d'animo.
Se poi qualcuno, fuori dalle battute che pure ci possono stare, pensa sul serio a IDV... allora davvero siamo fuori da ogni possibile composizione e saremmo di fronte non più ad atteggiamenti politici che posso comprendere.
"Il termine Calogero, significa “bel vecchio”; nel mondo greco ciò che è bello, è anche giusto e buono. Egli, nato verso il 466 a Calcedonia sul Bosforo, (Tracia), giunse a Roma, ricevendo dal papa il permesso di vivere da eremita. Grazie ad una visione, venne in Sicilia. Fu a Lipari, a Sciacca, poi sul Monte San Cronio, dove è vissuto per 35 anni. Probabilmente è arrivato su un barcone. Oggi diremmo che è arrivato nella nostra terra senza permesso di soggiorno, con pochi soldi in tasca. Per cui è vissuto di carità, aiutato dalla buona gente di allora. E’ vissuto così nella preghiera e disponibile, nonostante la sua pelle nera, ad aiutare i fratelli bianchi che lo avvicinavano. Se è così, per coerenza con le leggi di oggi, dovremmo smettere di fare festa, togliere il simulacro di S. Calogero dall’altare e cacciarlo assieme a tutti coloro che non hanno la nostra nazionalità, perché probabilmente è da considerare un clandestino. Si dice che gli immigrati danno fastidio, che sono poco decorosi o pericolosi. Però, è strano, che non danno fastidio se sono bravi nel giocare a pallone o sanno cantare (per vederli paghiamo e siamo disposti ad affrontare viaggi per vederli)… o li veneriamo senza porci il problema della pelle, se sono santi. Stranieri gli uni e stranieri gli altri. Chiediamoci: chi di noi sapendo che in un altro paese la media della vita si allunga di venti-trent’anni, non tenterebbe di raggiungerlo? La loro non è una vacanza. Se vengono da noi, è perché la vita nelle loro terre non è vita, è inferno. E se il viaggio è inferno, inferno per inferno vale la pena rischiare. Loro cercano pace, dignità, scuola, cibo. Vogliono vivere. Il nostro cuore, perciò, si faccia casa per dare accoglienza. Amare è abitare nel cuore degli altri. Le nostre mani si tendano, curino, raccolgano e sostengano. I nostri occhi abbiano uno sguardo di benevolenza. C’è Gesù nel volto dell’uomo che ci è accanto, anche se immigrato. “Ero forestiero e mi avete accolto”. E’ scritto nella Bibbia: “Perseverate nell’amore fraterno. Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo”. La presenza dello “straniero” nella nostra vita non è un male da estirpare, ma una realtà con la quale confrontarsi. Assieme possiamo costruire una comunità diversa. Diceva s. Giovanni Crisostomo: “Il cristiano è un uomo a cui Dio ha affidato tutti gli altri uomini”. L’eucaristia esige che scegliamo se stare dalla parte dei nostri interessi che spesso ci mettono gli uni contro gli altri, o dalla parte di chi cerca l’interesse di tutti. Se metterci dalla parte del male di alcuni o del bene di tutti. Gesù ci ha parlato di un sogno: “Molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli”. Perché non farlo divenire realtà. Nell’A.T. era scritto: “Lo straniero che dimora in mezzo a voi lo tratterete come colui che è nato fra di voi”. Ciò significa che l’accoglienza dello straniero è il prolungamento dell’amore di Dio. “Il Signore ama il forestiero e gli dà pane e vestito: amate il forestiero”. "Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro". L’accoglienza non è fare una semplice elemosina, ma accogliere la persona che ho di fronte. Accogliere lo straniero è fare spazio nella città, nelle leggi, nella casa, nelle amicizie. L’accoglienza è diversa dalla beneficenza. Insomma il forestiero va accolto come riceveremmo il Signore, cioè con riguardo, con delicatezza, umilmente.
Il mondo e perciò soprattutto il cristiano vanno verso l’unità della famiglia umana. Non è possibile accettare un popolo superiore ad altri popoli. Gesù è morto sulla croce per riunire la famiglia umana: è morto perché nel mondo ci fosse uguaglianza e solidarietà, e non interessi di parte.
Si potrebbe dire: dal modo con cui i cristiani guardano lo straniero e gli esclusi si comprende in quale Dio essi credono. Se siamo disposti a ciò, facciamo la festa di s. Calogero, altrimenti, come vi dicevo, per coerenza, togliamolo dall’altare e dalla nostra città. Chiudo con una frase dell’Abbè Pierre: “Io ho tentato nella mia vita di mettere la mia mano nella mano di chi soffriva di più. Per ricompensa mi sono sempre ritro¬vata nell'altra mia mano la mano di Dio”. Che le nostre mani siano sempre piene. Auguri".
Leggo stupefatto i giornali di oggi e continuo a chiedermi "ma che bisogno c'era?". Che bisogno c'era di far passare il PD ed il suo Segretario Cittadino come il Signor Tentenna? Che bisogno c'era di far passare (nell'immaginario collettivo) l'immagine di un PD spaccato, rissoso e che non decide? No, questa non è gratitudine! Il PD, le sue tre liste, la stessa candidatura alle Europee di Mariolina Bono, hanno trascinato una marea di consensi al candidato sindaco Vito Bono! O Vito questo lo disconosce? Egli aveva un dovere fondamentale verso il Partito più grande della coalizione, quello di convocarlo e decidere insieme un percorso. In quel momento non c'erano 3 liste, ma solo un grande risultato comune, e in quell'unico contesto dovevano decidersi gli assetti: Presidenza del Consiglio e Assessorati. In questo modo ci sarebbe stato spazio per tutte le liste e per tutte le componenti del PD. Ed invece, Vito che fa? Stabilisce un asse preferenziale con una sola componente (quella di NuccioCusumano), incredibile! Ma, carissimo Vito, a te non servono solo quei 5 voti, ma i voti di tutto il Gruppo del PD. Che bisogno c'era di fare la conferenza stampa di presentazione della Giunta con la sedia vuota e con le deleghe già distribuite? Anzi a proposito di Gruppi. Ma vi par serio che 5 consiglieri decidano (piuttosto che sollecitare la nascita del Gruppo del PD!) di dar vita ad un Gruppo Autonomo? Ed ora che nascerà (perchè nascerà, questo è certo!) il Gruppo del PD questi Consiglieri che faranno? Se sono del PD non potranno che sciogliere il loro gruppo e confluire nel Gruppo del Partito Democratico, in caso contrario saranno fuori dal PD, Può un Dirigente Nazionale avveduto come NuccioCusumano non saperlo? Ha senso, caro Simone, creare un "caso"? Ma davvero abbiamo perso tutti la testa proprio ora che abbiamo vinto le Elezioni ed abbiamo 5 anni di impegno e di governo della Città? In tutta questa bagarre ha GIGANTEGGIATO la figura di Giuseppe Coco: sia nella fase che propedeutica all'elezione di Vito Bono sia durante queste settimane di frenesie e nervosismo ed io gliene voglio dare pubblico riconoscimento! Non è stato facile essere il "segretario di tutti", il "capolista" di "Impegno Comune" e non reagire alle provocazioni. Mi auguro che si chiuda presto questo bruttissimo inizio e si cominci a segnare quella svolta che serve.
sapessi come ti ho pensato intensamente in queste settimane! Mi è capitato il giorno della vittoria di Vito Bono, quasi 10 anni dopo la nostra, quella eroica, quella impossibile. Altro clima, altra gente, altro contesto! Mi è capitato l'altro giorno, quando un autorevolissimo amico di entrambi si chiedeva se la mia fosse vera "ingenuità" o un inestricabile calcolo politico: sono un vero "sangiluni" o un autentico coglione? "Ma possibile mai che tu non abbia mai secondi fini, la voglia di realizzare un "guadagno" (ancorchè politico) di tipo personale...", si chiedeva questo nostro amico... Possibile che in tutti questi anni hai fatto il "donatore" gratis? Ed io che ero davvero stupito dello stupore non sapevo che dire... mah! Mi è capitato ieri sera, in Federazione (ricordi la prima volta che ci siamo stati? Era il mitico P.C.I., c'erano ancora GildoMoncada e GerlandinoPalillo all'ingresso! Sì, è vero. Mi sento davvero diverso, antropologicamente diverso da chi si ritiene "proprietario" dei voti che si conquistano tutti insieme in una competizione elettorale; da tutti questi petti gonfi di "io"; da questo trasudare di ambizione, voglia di potere. Vengo da un'altra storia, da un'altra cultura, antica, sbagliata, perdente! Ma io sono orgoglioso di come sono. E stavo lì muto, mi sentivo "abusivo" ma mi sarei messo ad urlare come un ossesso, ripensavo alle storie vecchie, a come le persone cambiano, a come sono diventate: tutti pronti ad andare in TV, ad indire "conferenze stampa"! Aveva ragione Rino Formica, la "politica è merda e sangue", non è obbligatorio farla e non è detto che tutti siano portati farla! Ma occorre sporcarsi le mani e occorre farlo per gli altri, per far vincere le idee nelle quali si crede, per garantire un futuro sereno ai propri figli, per migliorare la qualità della vita di tutti. Non accecati dalla voglia di primeggiare, di esercitare una leadership. Ripensavo ai tuoi tanti "dubbi e perplessità"... Nei giorni scorsi ho fatto scelte importanti ed impegnative per il mio futuro. Potevo atterrare in lidi più comodi e dare (forse!) tranquillità e stabilità alla mia vita e alla mia famiglia ma avrei buttato nel cesso "i migliori anni della nostra vita", azzerato tutto quanto. E, invece, ho scelto di rimanere al mio posto; di continuare a sentirmi utile per le persone cui voglio dare voce. In silenzio, umilmente e giorno per giorno. Che brutto non poter contare sul tuo consiglio e sulla tua saggezza. Oggi saresti, come un tempo, un ottimo collante per un gruppo ormai in brandelli: che pena e che tristezza vederlo così e quanti bizzarri scherzi della storia sono successi in questi anni! Insomma, carissimo Vicè, il mio cuore è colmo di rabbia e pena per come vedo andare alcune cose. E mi sento davvero "muto" e impotente... e mi sfogo in questo spazio che mi sforzo di far comprendere che è uno spazio privato, un diario pubblico ma pur sempre un diario! Questa è una di quella fasi nelle quali torna utile la definizione gramsciana del "pessimismo della ragione e dell'ottimismo della volontà". Ma occorre averne molto...
Un partito popolare, radicato nel territorio, che guardi alle nuove generazioni senza per questo lasciare alle spalle la sua storia. E’ l’idea del PD tracciata oggi da Pier Luigi Bersani, nel discorso di presentazione della sua candidatura.
“Ho in mente un partito nel quale c'è rispetto per la generazione precedente – ha detto Bersani davanti ad una platea composta in gran parte da giovani amministratori dopo aver fatto il suo ingresso accompagnato dalle note della canzone ‘Un senso’ di Vasco Rossi - In cui la generazione che viene prima apre la strada alla generazione più giovane accompagnandola. E' mio impegno aprire a una nuova classe dirigente che c'e' già, non e' inventata".
Quanto al partito, Bersani ha spiegato che “ci sono forti correzioni da fare. Il nostro problema è non aver messo il nostro progetto su basi culturali abbastanza solide. Per me il Pd e' un partito del lavoro, laico, popolare, che sta là dove stanno i partiti progressisti, socialisti, liberaldemocratici", un partito “non classista, non populista, capace di elaborare linguaggi legati alla vita reale, che renda concreta l’idea di uguaglianza”.
"Io sono il candidato di nessuno che pensa ci sia bisogno di tutti", ha sottolineato con forza, rivendicando anche la sua capacità di innovazione. "Mi sono sempre preso la briga di voler cambiare qualcosa, ovunque sono stato non ho mai lasciato le cose come le ho trovate. Questo per due motivi, semplici e banali: la terra gira tutti i giorni e questa società non mi piace per tutto. Quindi, parliamo di innovazione a chiacchiere? Allora io non partecipo. Se invece parliamo di fatti allora credo di avere qualcosa da dire". La sfida comune, d'altronde, e' quella del Partito democratico e "il nostro progetto non e' stato mai messo in discussione, ora ci sono le condizioni politiche per riaffermare il nostro progetto per rimetterci in cammino".
Sulla "sovranità" del partito, essa deve appartenere a "elettori e iscritti": "Ribadisco – ha proseguito - il valore democratico delle primarie che non possono essere solo procedure elettorali ma un momento di coinvolgimento e si devono fare nelle coalizioni". E inoltre "non ci deve essere automatismo tra le cariche di partito e ruoli istituzionali".
Bersani ha poi sottolineato la necessità di rilanciare un sistema di alleanze a cominciare dalle prossime elezioni amministrative perché "da soli non si può fare nulla. Bisogna definire il compito politico del Partito democratico facendo tre cose: profilare meglio il nostro progetto, tenere aperto il cantiere del partito e lavorare per definire un nuovo campo del centrosinistra”. "Bisogna riconoscere l'autonomia delle altre forze di opposizione" perché "la vocazione maggioritaria non può lasciare immaginare un ruolo esaustivo per il Partito democratico".
"Guardiamo avanti ma senza perdere di vista il passato. Negli ultimi centocinquant'anni tanta gente pronunciando le nostre stesse parole le ha pagate a un prezzo ben più alto". Pier Luigi Bersani chiude la presentazione della sua mozione puntando ancora l'attenzione sul tema del rinnovamento. "Se andassimo nel futuro senza sentire questi legami – ha detto - saremmo come astronauti persi nello spazio. Il nostro cuore deve battere per l'antichissima e modernissima idea che questo paese possa essere giovane e giusto. Io penso che chi ci crede e' giovane, ed e' vecchio chi non ci crede più".
Sono davvero amareggiato! Leggo e pubblico (meno male che ero il "censore"!) i Vostri commenti e leggo inviti alla concretezza o peggio commenti del tipo "... e se ci Cusumanizzassimo tutti?" banalizzando una questione che davvero adesso si fa seria con la notizia di oggi della costituzione di un Gruppo Consiliare Omonimo della Lista.
Intanto, carissimi Amici, in questo "gioco del cerino" il torto non può essere di chi, a buon diritto, rivendica (in questa fase di avvio della nuova Amministrazione) il giusto riconoscimento per il contributo dato alla Campagna Elettorale.
Nè può passare il concetto che chi pone i problemi "è attaccato alle poltrone" e se ne frega dei problemi reali! E' indecente!
Quanto alla notizia in sè io credo davvero che qui siamo al raggiro: avevamo detto che le 3 liste erano un'articolazione del PD? Allora la prima cosa da fare è il Gruppo Consiliare del PD SENZA DISCUSSIONE ALCUNA!
E poi vediamo chi ci sta! Chi non ci sta è (per usare una espressione cara a qualcuno...) oggettivamente fuori dal Partito!
Simone Di Paola è stato incaricato da una riunione di Maggioranza a parlare a nome della stessa... ne prendo e ne do atto volentieri! Non vi era alcun intento polemico, ma francamente non capisco tutta questa voglia di polemica. Ho toccato qualche "nervo scoperto"? Ad esempio ho scoperto che UDEUR e "Cusumanizzazione" sono parolacce! Mi scuso di averle usate e di aver offeso, per questa via, qualcuno.
A volte non riesco a capacitarmi della potenza del mezzo! Delle riflessioni ad alta voce che io faccio in questa sorta di "diario pubblico" diventano notizia (perchè qualche giornalista - bontà sua - ritiene interessanti le mie considerazioni e le rilancia sulla carta stampata...) ed è subito polemica! Non pensavo minimamente di offendere qualcuno usando l'espressione "giunta MPA-UDEUR"!!! Non era un voler disconoscere che questi amici fanno (a pieno titolo) del Partito Democratico ne (meno che mai!) esprimere un giudizio qualitativo sul loro apporto. Ho grande stima personale e mi reputo amico di Filippo Bellanca e Gianfranco Vecchio (e di altri che si apprestano a far parte di questa area politica). Forse avrei dovuto anteporre a UDEUR un "ex-"... ma non era quello il problema, intendevo identificare un'area, più avanti avrei parlato di "cusumanizzazione"... ci siamo capiti no? Ho anche riconosciuto che quest'Area fa bene a proporsi e a collocarsi in ragione anche della propria forza elettorale. Infatti, io non parlavo né di loro né a loro e mi dispiace che siano loro ad esserne risentiti!
P.S. Io esprimo giudizi personalissimi non essendo "parte integrante" del Gruppo Dirigente del PD di Sciacca che (ricordo a me stesso) NON mi include tra i suoi 72 dirigenti locali...
Io ho fatto "campagna elettorale" per Vito Bono Sindaco e sono stato felice della sua elezione, ma proprio perchè "voglio bene" al mio Sindaco ed alla coalizione che l'ha sostenuto, ho il dovere di dire come la penso senza infingimenti: partiamo male, malissimo! Pippo Turco fuori dall'aula, una scheda bianca, nessun Assessore seduto negli scranni della Giunta...
1. PRESIDENZA DEL CONSIGLIO - Se tale incarico "spettava" al PD, il PD aveva il dovere di riunirsi ed indicarlo. Essendo il Coordinatore del PD Giuseppe Coco ed essendo stato lo stesso il più votato del PD non ci doveva nemmeno essere discussione. 2. ASSESSORI - Tutti maschi (con tanti cari saluti alla "parità di genere"...) e distribuiti con un "bilancino" particolarissimo: è la Giunta MPA-UDEUR! E i "tecnici" (non mi ha mai convinto la "neutralità" della tecnica...) sono in quota. Nessun tecnico mi pare abbia competenze particolari per quanto riguarda il PRG o le materie afferenti. Come è stata risolta la "querelle Marinello"? 3. IL PARTITO DEMOCRATICO Ritenevo (e ritengo) che la prima cosa da fare fosse arrivare alla prima seduta con il "gruppo consiliare del PD" costituito, con il "capogruppo" eletto e con un Gruppo che includesse anche soggetti che, fin qui, non vi hanno formalmente aderito. Invece, niente di tutto questo. Simone Di Paola parla "a nome della maggioranza" (chi lo ha eletto speaker della maggioranza???), Sandullo (giustamente!) lamenta di non essere stato coinvolto... un pateracchio! Ma il PD non si esaurisce in Consiglio! Dove sono gli altri? E che pensano? Tutti quelli che hanno come unica ragione sociale "vogliamo la testa di Coco!" (ma vi pare serio???) che dicono di questo processo di "Cusumanizzazione" del Partito? Io (ovviamente) non ho nulla contro Cusumano, ci mancherebbe! Lui è bravissimo a collocare gli uomini del suo Gruppo! Ora ci sarà la "campagna congressuale", sarei curioso di sapere come ci "collochiamo" tutti in questo dibattito. W Vito Bono, ma serve la necessaria chiarezza!
P.S. io sto sempre qui a rompere le palle... ma se "tutto va bene, Madama la Marchesa..." ditelo, può essere che sono solo io a vedere problemi?
L'entusiasmo e la speranza che ha accompagnato la Elezione di Vito Bono sta lasciando spazio ad una certa inquietudine che spero venga fugata presto. A me pare davvero urgente che la parola torni ai Partiti e che il Sindaco accetti di interloquire con loro in quanto tali e non con singoli pezzi. NEL PARTITO DEMOCRATICO Nel PD la "divisione in liste" è servita anche a "misurare" la forza elettorale dei singoli pezzi, ma adesso occorre fare il salto di qualità consistente nella definitiva costruzione del Partito. La prima cosa da fare è la creazione del Gruppo Consiliare del Partito Democratico che può ragionevolmente essere il più grande gruppo Consiliare di Sala "Falcone" e potrebbe aggregare forze che ad oggi non hanno ancora formalizzato la loro adesione nel PD e che, magari, sono stati eletti nella "lista del Sindaco". E con questa forza, con il suo CapoGruppo e con il Coordinatore Cittadino del PD che il Sindaco deve raccordarsi anche per le scelte istituzionali prossime: Giunta, Assetti Istituzionali... Poi c'è il Partito che dev'essere tale e deve fare politica nel territorio; agitare questioni; suggerire iniziative e tematiche..."fare politica"! La "sezione" (o come schifiu si chiama...) deve essere un luogo "vivo" di aggregazione e iniziativa politica. A giorni, ho sentito, che aderiranno al PD il gruppo dell'Ex-DS che avevano seguito Angius. Si tratta di compagni bravi che possono senz'altro aiutare questo Partito a "strutturarsi" e darsi una fisionomia: di nuovo BENVENUTI! Poi ci sarà il Congresso e lì, democraticanente, ci confronteremo e "divideremo" nel sostegno a questo o a quello... è normale che accada e sarà un "momento della verità" per i troppi che "bluffano" o che non si posizionano mai e galleggiano sempre! NEL POLO AUTONOMISTA anche qui va chiarito se l'"altra lista" sia o no organica all'MPA (come ora sento dire...). LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO io ritengo che il PD dovrebbe rivendicarne la titolarità e lo riterrei un giusto riconoscimento per come (in quantità e qualità) si è speso nella battaglia elettorale. Dentro il PD il più votato è Giuseppe Coco ... e non credo dovrebbe esserci disputa alcuna su questo. LA GIUNTA in qualche post precedente ho cercato di indicare quale dovrebbe essere la linea guida nella costruzione della Giunta: competenza, affidabilità, lealtà assoluta al Progetto, equilibrio di genere, assoluta pulizia. Con questi ingredienti non può che venire una Buona Giunta. Ma non c'è alternativa: ora che "avemu u SinnacuBonu"... dobbiamo guastare tutto con la Giunta?
La Giunta Turturici contava di 8 Assessori e le deleghe erano così articolate:
ØAffari Legali - Pubblica Istruzione - Edilizia Scolastica - Rapporti con il Consiglio Comunale - Beni Culturali – Sport
ØPolitiche della Formazione e del Lavoro e della Stabilizzazione del Precariato - Spettacoli e Promozione Turistica
ØPolitiche Sociali e della Famiglia - Pari Opportunità - Politiche Giovanili - Polizia Municipale - Traffico – Trasporti
ØLavori Pubblici - Protezione Civile
ØSanità - Ecologia ed Ambiente - Servizi a rete - Agricoltura – Pesca
ØUrbanistica ed Assetto del Territorio Arredo ed Immagine Urbana - Riqualificazione Urbana - Edilizia Privata - Verde Pubblico, Ville e Giardini - Edilizia Residenziale - Rapporti con i Comitati di Quartiere - Marketing del Territorio
ØPolitiche del Commercio e dell'Artigianato - Politiche Comunitarie - Patrimonio - Informatizzazione - Decentramento e Servizi Demografici - Nuovi Parcheggi
La Nuova Giunta avrà a disposizione solo 6 Assessorati.
Aldilà dell'attribuzione alle singole forze politiche (le "liste" non esistono più ora ci sono i Partiti...) credo si debba fare di necessità virtù e riaccorpare la Giunta per aree omogenee e per settori.
Una possibile riformulazione potrebbe essere questa:
IMMAGINE DELLA CITTA’ - Spettacoli e Promozione Turistica – Sport -
POLITICHE SOCIALI E DEL LAVORO Politiche Sociali e della Famiglia - Pari Opportunità - Politiche Giovanili - Politiche della Formazione e del Lavoro Sanità – Politiche per la Terza Età – Politiche per l’Infanzia – Politiche per l’Integrazione – Politiche per la Disabilità
POLITICHE TERRITORIALIUrbanistica ed Assetto del Territorio, Arredo ed Immagine Urbana - Riqualificazione Urbana - Edilizia Privata - Verde Pubblico, Ville e Giardini – Cimiteri - Edilizia Residenziale - Rapporti con i Comitati di Quartiere - Marketing del Territorio, Lavori Pubblici
BILANCIO E DELLA POLITICA ECONOMICA Politiche del Commercio e dell'Artigianato - Agricoltura – Pesca - Politiche Comunitarie - Patrimonio - Informatizzazione - Decentramento e Servizi Demografici
ASSESSORATO ALLE POLITCHE CULTURALI E DELL’ISTRUZIONE
Pubblica Istruzione - Edilizia Scolastica - Rapporti con il Consiglio Comunale - Beni Culturali
SICUREZZA DELLA CITTA’ Affari Legali, Polizia Municipale - Traffico – Trasporti - Protezione Civile- Ecologia ed Ambiente - Servizi a rete
E', quindi, partendo dai contenuto che poi dobbiamo calare i nomi ed i cognomi.... Uomini e Donne (mi auguro venga rispettata la parità di genere!). O no?
A Sciacca abbiamo 2 "Onorevole Marinello", uno Deputato Nazionale del PDL e uno Deputato Regionale del PD. Il primo ha sicuramente perso le Elezioni Comunali, ma l'altro le ha vinte?
ha fatto un casino tanto (e non solo dentro il Partito, come pure sarebbe legittimo) per sostenere che il PD doveva andare alle Elezioni con una sola Lista con il logo ufficiale;
alla fine si è dovuto "accontentare" di partecipare (fornendo alcuni candidati) ad una lista con un logo assai simile ;
il suo "contribuito" alla Lista (dice Leonte) è stato di soli 5 voti!
mentre il suo "candidato di riferimento" era in un'altra lista ed è stato eletto....
va in TV (RMK, nel blog di D'antoni c'è il filmato...) e dice: "la mia vicenda giudiziaria (legata all'attribuzione del seggio all'ARS) mi ha distratto...."
designato Assessore da Vito Bono al primo Turno (quale rappresentante del PD...troppa grazia!) ora non vuole la mollare la "poltrona" malgrado la figura di m.... che la sua lista ha patito in ragione del suo disimpegno, addirittura (così mi hanno detto ieri non so se è vero) restando sotto il "quorum" previsto per soli 2 voti....
MA CHE DEVE SUCCEDERE ANCORA PRIMA CHE QUALCUNO METTA MANO ALLA SITUAZIONE???
di Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo
Le vicende emerse dalle intercettazioni in tanti processi hanno messo a nudo una inquietante trasversalità nella gestione di affari poco puliti. Credo che non sia un caso che le intercettazioni siano diventate un punto di attacco fondamentale da parte del mondo politico. Ormai si è costruito un sistema di omertà blindato. Testimoni non se ne trovano più, le poche persone che hanno osato raccontare alla magistratura i misfatti dei potenti hanno dovuto subire una via crucis che non ha risparmiato neanche i loro affetti più personali. Collaboratori di rango sono venuti meno, restano collaboratori che raccontano episodi di criminalità da strada.
Magistrati che osano indagare sui potenti sono sottoposti a procedimenti disciplinari e trasferiti di ufficio con procedure discutibili. Oggi l’unico momento di visibilità del modo in cui viene realmente esercitato il potere sono rimaste le intercettazioni; solo le macchine (le microspie) ci consentono di ascoltare in diretta la vera e autentica voce del potere. Le intercettazioni sono rimaste l’ultimo tallone di Achille di un potere che nel tempo ha sempre più circondato di segreto il proprio operato, perché l’opposizione è venuta meno al proprio compito, il giornalismo indipendente è emarginato e non ha più spazi nella televisione, la magistratura rischia di divenire sempre più addomesticata. Ed ecco perché la riforma delle intercettazioni deve passare, perché da quel momento in poi non sarà più possibile sapere quello che succede in questo Paese dietro le quinte: in quel fuori-scena dove, come la lezione della Storia ha dimostrato, si mettono a punto accordi segreti e inconfessabili, che riducono la politica visibile a una “messa in scena” per cittadini ignari, trattati come eterni minorenni ai quali celare la realtà della macchina del potere. La magistratura sarà privata di strumenti di indagine fondamentali e il vecchio tormentone sulle toghe rosse non ci sarà più, perché non ci saranno né toghe rosse, né toghe nere, né toghe di centro. Io e i miei colleghi assistiamo sgomenti a quello che sta accadendo, perché ci siamo battuti in questi anni con tutte le nostre forze per arginare l’avanzare della criminalità mafiosa e della criminalità del potere, e renderci conto che si stanno facendo saltare gli ultimi anticorpi, che ci stanno disarmando, che si rischia di consegnare il Paese alla criminalità è qualcosa che ci lascia interdetti e ci fa interrogare sul senso del sacrificio di quelli che prima di noi hanno perduto la propria vita per difendere la tenuta democratica del Paese. Vi confesso che da qualche tempo ho difficoltà a partecipare, il 23 maggio e il 19 luglio, alle cerimonie per l’anniversario della strage di Capaci e di via D’Amelio, perché quando vedo tra le prime fila a rappresentare lo Stato taluni personaggi sotto processo o condannati per mafia o per corruzione, io non mi sento di poter stare in quella stessa chiesa, non mi sento di poter stare in quello stesso palazzo. E mi chiedo: ma come potranno i nostri ragazzi credere in uno Stato che si presenta con queste facce? Allora altro che toghe rosse. Io credo che se questa partita delle intercettazioni sarà perduta non avremo soltanto una pessima riforma processuale, ma avremo uno squilibrio dei poteri in Italia. È strano che una riforma processuale possa acquisire uno spessore di carattere costituzionale, ma ciò avviene perché siamo in una situazione di patologia della democrazia. In una situazione fisiologica esistono tutta una serie di anticorpi che consentono di controbilanciare gli abusi del potere: c’è un’opposizione parlamentare, c’è un giornalismo libero e indipendente, c’è una separazione dei poteri. Io credo che in un Paese come questo, in cui tutti gli anticorpi sono stati disinnescati e dove soltanto le macchine, le microspie svolgono una funzione di opposizione e di visibilità democratica, quando anche le macchine saranno messe a tacere, il Paese sarà messo a tacere.
"The Day After"... le cose da dire sarebbero davvero tante, quante emozioni e riflessioni suscitano in me queste Elezioni. Poco fa ho cercato di mettere insieme qualche numero e abbozzare qualche riflessione. Dal voto mi pare si possa dire che :
E' STATA PREMIATA LA LINEA DEL COORDINATOREGiuseppe Coco e di quanti lo hanno sostenuto, ovvero che presentarsi con più liste ha consentito di raccogliere più voti... certo un po "Pazzagliana" come constatazione, ma se ne è discusso...
°
5
Sindaco Eletto
Bono Vito Calogero
VOTI
13.767
%
51,85%
N°
Lista/e Collegata/e
Candidati
Voti
%
3
Lista Autonoma Saccense
27
1.836
7,20%
4
Democratici e Liberi Insieme per Sciacca
30
2.987
11,71%
9
Lista Democratica per Sciacca
24
1.314
5,15%
10
MPA Movimento per le Autonomie
30
2.068
8,11%
13
Impegno Comune
28
1.632
6,40%
14
La Tua Sciacca
30
2.325
9,11%
Totale
12.162
47,68%
Democratici e Liberi, Impegno Comune e Lista Democratica insieme fanno 5933 voti pari al 22.2%. Se anche compiamo l'operazione di togliere dalle singole liste tutti quelli che hanno meno di 50 voti (per sostenere che se ne poteva utilmente fare solo una con il logo ufficiale,) avremmo la seguente situazione:
sui 30 della Lista Democratici e Liberi solo 17 superano i 50
sui 28 della Lista Impegno Comune solo 9 superano i 50
sui 24 della Lista Democratica solo 6 superano i 50
ma la somma di tutti quelli al di sotto dei 5o assomma a 1411 voti!
Perchè rinunciare al protagonismo di altri 50 candidati?
Per questa via abbiamo messo in campo più energie e la Lista Democratica
IL PARTITO DEMOCRATICO PRIMO PARTITO ALLE EUROPEE
Partito Democratico
VOTI
9.801
%
41,53
Mariolina Bono con i suoi 8361 voti di preferenza ha sicuramente avuto un effetto di trascinamento sul risultato complessivo del PD.La somma delle liste che (più o meno) contengono soggetti riconducibili al PD, includendo in questa accezione soggetti che non sono ancora del PD ma che realisticamente considerano quello il loro riferimento partitico nazionale e che erano candidati nella "lista del Sindaco" assommano a 8269. Una cifra assai simile al voto per Mariolina Bono. Si tratta di un'area (ancora potenziale) enorme! Soggetti, Uomini e Donne, con i quali costruire il PD, costruirlo davvero e radicarlo. Per questo sarebbe utile costituire al Consiglio Comunale, sin da subito, il Gruppo Consiliare del PARTITO DEMOCRATICO e chiedere anche agli Eletti nelle altre Liste (ad eccezione dell MPA...) di far parte di questo Progetto. Penso a Simone Di Paola, Mario Montalbano, Paolo Mandracchia, Fiorino... Ed, al contempo, aprire porte e finestre all'ingresso anche di quelle persone che, seppure non elette, sono significativamente utili al rafforzamento del processo... e l'elenco è lungo!
ORA PIU' CHE MAI SERVE UNITA'perchè (a dispetto del titolo del "Giornale di Sicilia" di oggi!) il PD è l'"azionista di riferimento" della Nuova Amministrazione e deve accompagnarne l'azione di Governo. Tutto ci serve fuorche una "resa dei conti", anche se i conti fanno fatti... sia chiaro. Occorre definire ruolo e funzioni di ognuno. Ma occorre farlo con maturità e senza "bluff" ! Ho sentito in TV cose incredibili: l'On. Marinello che diceva di "essere stato impegnato" e, quindi, giustificato da un po di distrazione nella costruzione delle liste....!!! Altri che dicevano di sostenere tutti insieme candidature che si sono fermati a 2 cifre e che oggi si riparano (probabilmente) sul risultato Europeo... conti che vanno regolati, ma con l'occhio alla prospettiva straordinaria di 5 anni di governo della Città.
SERVE PIU' PARTECIPAZIONE Basta autoreferenzialità! Basta "campare di rendita" (e lo dico per tutti!), guardiamoci in faccia, definiamo "gruppi dirigenti" degni di questo nome e andiamo avanti dandoci obiettivi di crescita, per dare risposte ai problemi della gente, per offrire migliori condizioni di vita alla nostra Città.
Non ripetiamo l'errore di fare il Partito dei soli Eletti, il Partito dei Consiglieri Comunali o degli Assessori... sarebbe il solito gravissimo errore, noi dobbiamo chiamare al Protagonismo quanti si sono spesi e si vogliono spendere per questo Partito e definiamo forme e modi per consentire questa partecipazione.
VITO BONO Adesso viene la prova più difficile, adesso vedremo come il nostro Sindaco scioglierà il primo nodo, quello della "squadra" e degli incarichi. Mi auguro di cuore che egli sappia bene valutare le reali "forze in campo" e sappia scegliere in piena autonomia e puntando alla QUALITA', senza diktat. I Partiti offrano "rose" di candidati e non impongano nomi spesso indigeribili ai più.
Ed infine, Sindaco e PD, sappiano governare "insieme alla Gente", socializzare le scelte, chiamare a raccolta Associazioni e Movimenti e condividere il Governo della Città. E rianimiamo il dibattito politico di questa Città, parlando anche alle altre Forze (penso anche a quelle escluse dai seggi ma che possono essere attratti dal PD, dal "buon governo", dalla concreta azione amministrativa. Ok... mi fermo qui, ma ci sono ancora tanti altri aspetti che meriterebbero una riflessione accurata. Una preghiera: si intervenga in modo costruttivo.
vengo ora da Sciacca, dal tuo "comizio di chiusura" e voglio dirti " a caldo" le cose che sento, le sensazioni che ho provato. Capisco che non servono a nulla, ma - come spesso dico - il blog io (sostanzialmente) lo tengo per me, per appuntare le cose che mi frullano in testa.
Lunedì sera sapremo come sarà finita... davvero mi auguro, con tutto il cuore, possa avverarsi la voce che circola con insistenza in queste ore (e che anche Tu hai rilanciato) che dice che POSSIAMO VINCERE AL PRIMO TURNO! Sarebbe davvero un risultato straordinario! In queste settimane il consenso verso la Tua candidatura è stata un crescendo: sei riuscito ad essere "intercettato" dalla Gente come il Sindaco che "non si spara le pose", che non è arrogante, che - in modo concreto e senza fronzoli - si metterà al lavoro per questa Città. E Dio sa come questa Città ha bisogno di una persona così, di Uno che, con Amore e Umiltà, si metta al suo fianco per aiutarla a crescere, a divenire una "città normale", a realizzare obiettivi concreti che aiutino tutti a stare meglio in questa Città. Il Tuo straordinario successo, oltre ad essere il frutto del tuo decennale lavoro e all'innegabile tratto umano che fanno di Te una persona davvero cordiale, è anche il frutto dell'assoluta voglia degli "sciacchitani" di liberarsi di Turturici. Su questo successo (che è Tuo ed è di tutti quelli che ti sosteniamo) vorrei aleggiasse di meno il peso di antichi giocatori (poco "digeribili" per me - ma non solo! ) che hanno la capacità di trasformare tutto in "carrozzata"! Ma io sono sicuro della Tua assoluta indipendenza e confido sulla capacità che avrai di aprire realmente il "palazzo" alla Città ed alle sue forze vive, affinché ci possa essere un Governo condiviso: l'accenno al "bilancio partecipato" va nella giusta direzione. Altra cosa che spero è che riusciremo a coniugare la "concretezza dell'agire" con la necessità di "volare alto", di fare ragionamenti in grado di cambiare nel profondo questa città; che sappia svegliarla dalla sua pigrizia intellettuale, che sappia farla essere all'altezza delle sfide che l'attendono. Per fare questo dobbiamo saper parlare alla parte migliore di questa Città, a quella più innovativa, per far crescere una "nuova classe dirigente" e liberarci dal peso di vecchi e gretti interessi. Ci riusciremo? Spero davvero di sì! Un affettuoso abbraccio!
Mariella Maggio è la nuova segretaria generale della Cgil siciliana. L’ha eletta il direttivo del sindacato con 108 voti a favore, 9 contrari, 2 astenuti, una scheda bianca. Sostituisce Italo Tripi, candidato alle Europee. Nata a Trapani 52 anni fa, Maggio è la prima donna a ricoprire questo incarico in Sicilia. «E’ un importante riconoscimento — dice Guglielmo Epifani, leader nazionale del sindacato, che ha partecipato alla riunione del direttivo della Cgil siciliana — a una persona di grande esperienza sulla quale si è coagulato un grande consenso. Una scelta dalla quale deriverà un lavoro in continuità con quello svolto da Italo Tripi». «La nostra direttrice di marcia sarà il lavoro — dice Maggio — e con esso i diritti. Viviamo un periodo di grande crisi a fronte del quale occorre incalzare il governo regionale affinché metta in campo una strategia di sviluppo. La Cgil conta, su questo fronte, su un’azione unitaria con Cisl e Uil e nel prosieguo di un confronto costruttivo con Confindustria Sicilia, con la quale ci sono già state alcune convergenze»...
Ti attende un lavoro difficile ma esaltante e non ti mancherà l'aiuto di tutti Noi. Di Mariella non dimenticherò mai che, in pieno Agosto, l'indomani delle minacce ricevute è venuta qui a Sciacca ad esprimere la vicinanza della CGIL Regionale con parole ed una passione non formali. Spero che, nei prossimi mesi, saprai usare quel tono e quella fermezza per governare questa Organizzazione e condurla nel solco della storia che hanno reso grande la CGIL!
Quella che segue è una biografia di ITALO TRIPI tratta dal suo sito : www.italotripi.it. Io ritengo sia utile conoscere le storie delle persone che mandiamo a rappresentare l'Italia in Europa. Il Voto a TRIPI è il voto ad una storia e ad una speranza: quella di affermare i valori del lavoro in Europa. Il 6/7 Giugno il tuo Voto a PD... Insieme a BONO aggiungi TRIPI!
Sono nato ad Altofonte il 17 luglio del 1949. Sposato, ho tre figli. La politica è la mia passione fin da quando ero ragazzo: la politica intesa come un servizio alla collettività, con un’attenzioneparticolare per i più deboli, per chi ha meno voce in capitolo. Per trent’anni, infatti, ho fatto il sindacalista nella Cgil. Questa è stata per me una straordinaria opportunità per cimentarmi con la difesa e la promozione dei diritti dei lavoratori, dei disoccupati, degli anziani, delle donne e dei giovani.
Da questa organizzazione mi sono dimesso ad aprile 2009 per candidarmi alle elezione europee del 6 e 7 giugno 2009.
Del mio passato mi piace ricordare l’impegno nel Pci e l’esperienza di vita fatta con questo partito che mi ha insegnato cosa è la politica di servizio. Me ne ricordo sempre quando vedo cosa è, invece, diventata oggi la politica. A 15 anni ero alla Fgci, la federazione dei giovani comunisti, impegnati in quegli anni nel movimento studentesco. Fu Achille Occhetto a propormi come funzionario del partito dandomi l’opportunità di conoscere quelli che sono stati i miei maestri: Pio La Torre, Emanuele Macaluso, Anna Grasso, Gianni Parisi, Nino Mannino, Luigi Colajanni, oltre ovviamente allo stesso Occhetto.
Un ricordo forte di quegli anni è quando mi ritrovai a fare il maestro di scuola elementare per i braccianti delle Madonie. A Caccamo in Consiglio comunale sedevano 29 democristiani e 1 comunista analfabeta. Mi resi conto che il discrimine con l’avversario era il sapere leggere e scrivere. L’alfabetizzazione, dunque, come “lotta di classe”. Col Pci ho avuto modo di conoscere l’intelligenza politica della classe operaia. Di iniziare la battaglia contro l’assistenzialismo e per lo sviluppo produttivo. In quegli anni si prese atto del fallimento della Regione imprenditrice e si avviò la discussione sul superamento degli enti economici regionali.
Poi ci fu il passaggio alla Camera del lavoro di Palermo, nella Cgil di Luigi Colombo e Franco Padrut. Anni caldi quelli. Furono gli anni delle stragi di mafia, quando il giornale L’Ora apriva ogni giorno con la conta dei morti, e della crisi delle fabbriche. Anni anche di intensa crisi dell’amministrazione comunale. Con la morte del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa la politica usciva da quella fase sconfitta o collusa. La mia Cgil restava invece sul fronte: con lo sciopero generale, con le iniziative nelle scuole, con la battaglia contro le infiltrazioni mafiose negli appalti per le manutenzioni di strade e fogne. Poi ci fu il periodo di Orlando sindaco e delle giunte penta ed esacolore. Ho apprezzato la novità di quell’esperienza ma ho criticato l’integralismo e il manicheismo dell’orlandismo e per questo sono stato quasi messo all’indice. Se allora si fosse dato spazio alla dialettica, oggi forse Palermo avrebbe una classe dirigente progressista e di sinistra.
Non è andata così, purtroppo. Ma io non ho mai arretrato, come quella volta che dovetti spiegare agli operai del cantiere navale di Palermo perché era giusto che lavorassero il sabato. Ero sommerso dai fischi e strattonavano il palco e io avevo le lacrime agli occhi. Ma stavo facendo la cosa giusta, se non si produceva di più il Cantiere Navale rischiava di chiudere. Alla fine, quella volta si, gli operai capirono e mi applaudirono. Ricordo, con la Camera del lavoro, anche la battaglia per dare un lavoro agli edili del dl 24. I lavori socialmente utili sarebbero stati uno strumento positivo, qualora successivamente la politica non ne avesse fatto scempio per il voto di scambio.
Dopo la Camera del lavoro, nel periodo in cui il Pci si trasformava in Pds ho accettato la candidatura alle politiche. Quell’anno fu una disfatta e fui il primo